Due Donne Intorno al Cuore
Aspettano proprio me: il goffo, smilzo, sgraziato adolescente. Sono nervose: una fuma, l’altra ha le mani nel maglione. Sono belle, carine, nervose, confuse come uno sciame di api. Ma sono lì per me!
Blog di Riccardo Milan: pensieri, vino, arte, cibo, riflessioni, film, letteratura ed attualità gastronomica fra il Lago d'Orta e un poco di mondo.
Aspettano proprio me: il goffo, smilzo, sgraziato adolescente. Sono nervose: una fuma, l’altra ha le mani nel maglione. Sono belle, carine, nervose, confuse come uno sciame di api. Ma sono lì per me!
Sono via il giorno dell’inaugurazione, ma conto di andare dopo a vedere la mostra. Mi piace l’idea e mi piacciono i taglieri di legno il cui acquisto andrà in parte in beneficenza. Un ottimo regalo, concreto e materico.
Forse la Rossa lo avrà penalizzato perché impegnato su altri fronti, forse non avrà gradito il suo andare e venire. Non so, ma non ho motivo di criticare le loro scelte, ma neppure di smettere di pensare che Max sia un grande professionista. Ad maiora!
Sono andato per curiosità (grazie Valentina Casetta e grazie Giuseppina) ad uno de I Lunedì dell’Astesana. Argomento: La robiola di roccaverano dop. Sede: la Cantina di Nizza.
Sono uscito dal cinema con la stessa spossatezza che provo dopo un ricco pranzo: il sangue è impegnato in altro e ti senti svuotato di pensieri volanti. Dopo aver visto il film Annette avevo le stesse sensazioni: tutti i pensieri erano rivolti al film appena visto: un musical cinematografico.
Il rustico Giancarlo Rebuscini non ci farà più gli onori di casa e neppure assaggeremo più i piatti della tradizione e quelli di una cucina sessanta/settanta/ottanta che non rifiutava la panna ed altre accorgimenti buoni che oggi sono tabù. Dispiace.
l Lucioperca è usato in molte maniere: fresco, frollato, crudo, cotto… in ogni sua parte. Fa capolino financo nel logo. Lì è considerato “il re” dei pesci di lago e d’acqua dolce. L’ho assaggiato in tre preparazioni diverse: tutte ottime. Se volete assaggiarlo anche voi, andate lì. Vedrete che sorpresa!
Su quella maglietta oggi ci potrebbero stare, dantescamente, la cupidigia, la pigrizia, l’arroganza e la superbia… queste sì da prendere a calci nel deretano!
Gli uomini passano ma i vizi restano.
Si parlava settimane fa sulla rete di Bagna Caoda (o Cauda, non so) e lui è intervenuto, mostrando le sue carte. Prima ha detto che lui non va “in nessun ristorante per mangiare la “Bagna caoda”, ma se la fa lui in casa “da buon Torinese…”. E poi come prova del detto ci ha fornito la sua ricetta. Eccola
per ora è comunque bello sentirlo parlare, quando torna ad un ottimismo propositivo e le sue idee di insegnare psicologia per i camerieri e più cultura enogastronomica per tutti non sono male. Speriamo in una ventata di ottimismo di ritorno.
Sono le vincitrici del Contest fotografico #Academynovarese ideato da Unpli Novara in collaborazione con Atl Novara, premiate sabato scorso a Momo.
Ah, dimenticavo: la visione del film vi potrebbe esimere dal fare una serie di viaggi per capire meglio la Spagna di oggi (se volete), ma nel contempo vi fa venire voglia di andare: fosse solo per un bicchiere di vino rosso e del prosciutto crudo tagliato a coltello.
Una cosa è però certa: il nero fa spiccare il risotto, mentre il bainco fa un tuttuno. Mi verrebbe da dire: a casa bianco, al ristorante nero. Ma sono solo impressioni.