Torreglia, viaggio lento nel cuore dei Colli Euganei

Siamo stati invitati per due o tre giorni a fare un giro sui Colli Euganei, sperimentando una forma di turismo alternativo, che potremmo definire turismo lento: visitare piccoli centri fuori dai normali circuiti turistici e cercare soprattutto il contatto con la gente del posto.

Siamo finiti a Torreglia, un paese carino e non molto grande, fortemente legato all’agricoltura, situato all’imbocco dei Colli Euganei e vicino ad Abano Terme. A prima vista è uno di quei paesi che forse non direbbero molto dal punto di vista strettamente turistico, ma che possono riservare parecchie sorprese, soprattutto dal punto di vista gastronomico e umano.

Tra i locali più frequentati c’è l’Enoteca Perbacco, che consiglio. È gestita da cinesi ed è un posto molto frequentato anche durante il giorno. I prezzi sono popolari soprattutto se ci si limita al vino alla spina: un bicchiere piccolo costa circa 2,50 euro, mentre alcuni vini sfusi si aggirano sui 5,50-5,70 euro al litro. Un piatto abbondante di salumi di particolare qualità costa circa 20 euro. Le bottiglie di vino, invece, risultano relativamente care rispetto ai prezzi che si possono trovare sul mercato.

Durante il giorno l’enoteca è frequentata da diversi habitué, tra cui molti pensionati. Faceva molto caldo e il locale, anche grazie all’aria condizionata, diventava un punto di ritrovo. È proprio lì che abbiamo trascorso parecchio tempo, bevendo e facendo amicizia con la gente del posto. All’inizio ci guardavano con una certa sorpresa, probabilmente perché eravamo forestieri in un locale frequentato soprattutto dagli abitanti del paese, ma poco alla volta siamo stati accolti con grande cordialità, fraternità e amicizia.

Una sera siamo andati a cena all’Antenore, ristorante tradizionale veneto e antica trattoria risalente al 1890, dove si possono assaggiare piatti della tradizione ormai non così facili da trovare altrove, come il piccione, il coniglio e altre specialità venete.

La sera successiva abbiamo cenato invece Al Bacaro, ristorante situato in Piazza Capitello, una bella piazza caratterizzata dalla presenza di una fontana al centro. Il ristorante propone un’offerta di pesce eccezionale, che rappresenta un’altra delle piacevoli sorprese gastronomiche incontrate durante il soggiorno.

Abbiamo scoperto inoltre la pasticceria Bacello, molto bella e frequentata, un altro punto di riferimento del paese.

Nei giorni trascorsi sui Colli Euganei abbiamo visitato anche Arquà Petrarca, i dintorni e la zona termale. Ma, più delle visite in senso tradizionale, una delle esperienze più interessanti è stata proprio quella di fermarsi nei locali e trascorrere del tempo con gli abitanti.

Un’altra particolarità del soggiorno è stata la sistemazione scelta per dormire. Abbiamo alloggiato in un albergo piuttosto singolare, chiamato a volte La Torre e a volte, all’inglese, The Tower. La struttura si trova in una posizione comoda per visitare Torreglia e affaccia sulla piazza principale.

L’albergo è collegato a un bar molto bello e curato, con buffet, tavolini e ombrelloni all’aperto, che costituisce un piacevole punto di ritrovo sulla piazza. Sul retro si trova anche un ristorante che ci è stato consigliato e del quale ci hanno parlato particolarmente bene per la pizza.

Il locale è gestito da albanesi che hanno saputo creare uno spazio accogliente e piacevole, soprattutto nella parte del bar affacciata sulla piazza.

Per quanto riguarda l’albergo vero e proprio, non è particolarmente economico né particolarmente attrezzato, ma ha il vantaggio della posizione e, per chi vuole trascorrere qualche giorno a Torreglia e conoscere il paese a piedi, può comunque rappresentare una soluzione comoda.

Da questa esperienza nasce un’idea: provare ad andare in un paese qualsiasi, magari non particolarmente turistico, e viverlo attraverso le sue osterie, le trattorie, i bar e soprattutto le persone che li frequentano. Entrare nei luoghi della quotidianità, sedersi a un tavolo, bere qualcosa, parlare con la gente e lasciarsi accogliere dalla comunità.

Potrebbe essere un filone di turismo molto interessante: un turismo lento e di relazione, nel quale la destinazione conta forse meno degli incontri che si fanno lungo il percorso. Un modo diverso di viaggiare, capace di trasformare anche un piccolo paese apparentemente lontano dai grandi itinerari turistici in un luogo da scoprire e, soprattutto, da vivere.

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