Due bicchieri di vino, una patente ritirata e una lezione sulla giustizia

«Ho bevuto due bicchieri di vino, non ero ubriaco». È questa, in sintesi, la linea difensiva adottata dall’onorevole Emanuele Pozzolo dopo l’incidente stradale che lo ha visto coinvolto e che avrebbe portato alla contestazione della guida in stato di ebbrezza. Ed è probabile che, dal punto di vista soggettivo, Pozzolo dica il vero. Chiunque abbia bevuto due bicchieri di vino durante una cena sa che ciò non equivale necessariamente alla sensazione di essere ubriaco. Il problema, però, è che il Codice della Strada non misura le sensazioni. Misura il tasso alcolemico. E quando quel valore supera determinati limiti, scattano conseguenze precise, indipendentemente dalla percezione che il conducente ha di sé stesso.

La salsa di ostriche: una scoperta inattesa tra Oriente e sperimentazione gastronomica

La scoperta della salsa di ostriche è avvenuta quasi per caso, durante una visita in un grande negozio di prodotti alimentari cinesi. Tra scaffali colmi di ingredienti poco conosciuti al pubblico occidentale, questo prodotto ha attirato la mia attenzione. Pur avendo familiarità con molti elementi della cucina orientale, ignoravo completamente la storia, le caratteristiche e gli utilizzi di questo condimento, oggi invece considerato uno dei pilastri della gastronomia asiatica.

Piemonte in tavola: da Vola a Piemontebon

Sta prendendo forma una nuova collaborazione tra Slow Food Verbano e Cusio e Piemontebon, realtà verbanese che negli ultimi anni si è distinta per una scelta tanto semplice quanto impegnativa: costruire la propria proposta gastronomica partendo esclusivamente dal Piemonte. Entrando da Piemontebon non si trova soltanto una bottega. Si incontra un progetto che mette al centro piccoli produttori, vini, birre artigianali, formaggi, salumi e specialità selezionate direttamente sul territorio.

Difficile Essere Vegani

Essere vegani oggi non significa semplicemente entrare in un supermercato, prendere un hamburger vegetale dallo scaffale e metterlo nel carrello. Per chi sceglie di eliminare o ridurre il consumo di prodotti di origine animale per ragioni etiche, ambientali o di benessere animale, la questione è più complessa. Non basta sapere cosa si mangia: bisogna anche sapere chi lo produce.

Il richiamo delle pietre

Forse è per la loro natura di viaggiatori. Sono rocce nate decine di chilometri più a nord, strappate alle montagne dai ghiacciai e trasportate fin qui ventimila anni fa. Forse è perché sembrano fuori posto, come se qualcuno le avesse depositate apposta in mezzo a un bosco o su una collina. Oppure perché, per secoli, gli uomini hanno cercato di spiegare la loro presenza con leggende di giganti, santi, streghe e demoni.

Due indizi fanno una tendenza?

La prima volta accadde a Moncalvo, durante una riunione. In quell’occasione ci trovammo ospiti di una struttura dal nome insolito: Orsolina28. Non era il classico albergo, né il tradizionale agriturismo. Era qualcosa di diverso. Un luogo immerso nel verde, con un’offerta gastronomica molto attenta ai prodotti del territorio, ma anche a una filosofia del benessere che metteva al centro la persona, il corpo, il rapporto con la natura.

“Action” Salse!

Proprio le salse hanno attirato la mia attenzione. Sembravano perfette per un piccolo esperimento didattico. Così, nei giorni scorsi, a fine anno scolastico e senza particolari pretese, ho comprato quattro salse spendendo meno di dieci euro e le ho portate in classe per analizzarle e degustarle insieme agli studenti.

“Ma chi l’ha detto?”

Lo ammetto: fino a poche settimane fa non sapevo praticamente nulla dei TEDx.

Ne avevo sentito parlare, certo, ma li immaginavo come quelle conferenze un po’ americane, molto motivazionali, piene di slogan e storytelling costruito. Poi è arrivato un invito a Domodossola per assistere all’intervento di Enrico Dandolo, genero di Gualtiero Marchesi, e lì la cosa ha iniziato a incuriosirmi.

Paolo Nori: la sensazione di leggere sempre lo stesso libro

L’incontro con Nori è nato quasi per caso. L’anno scorso era venuto a Verbania per gli incontri legati al Premio Strega. Mi era piaciuto il suo modo di parlare: quel tono apparentemente dimesso, ironico, laterale. Così avevo comprato Chiudo la porta e urlo. Poi ero anche andato a sentirlo a Milano. Poi avevo seguito il suo podcast A cosa servono i russi e Due volte che sono morto…