Le cose buone viaggiano

Ieri mattina sono andato in ospedale a fare alcune analisi. Siccome non stavo molto bene, ho deciso di premiarmi: sono entrato al bar e ho preso un cappuccino e una sfogliatella riccia, quella napoletana. Mentre facevo colazione, in silenzio, pensando ai fatti miei, mi è venuto in mente che stavo mangiando e bevendo due cose con una storia piuttosto lunga. E che, per raccontarla, bisognava andare parecchio lontano da Borgomanero.

Un gatto mi ha detto di andare a Rovigo

Frequento abbastanza internet, i social, i reel. E, come moltissime persone, mi fermo spesso a guardare video di animali. Prima di tutto gatti, poi qualche cane, qualche capra, qualche asino. Ho una certa apertura zoologica, ma i gatti rimangono saldamente in testa. Non sono solo. Nel 2014, durante una conversazione su Reddit, a Tim Berners-Lee, l’inventore del World Wide Web, domandarono quale uso della sua invenzione non avesse previsto e fosse invece diventato molto popolare. Rispose con una parola: «Kittens». Gattini. Uno inventa un sistema capace di mettere in comunicazione il mondo e il mondo lo usa per guardare un gatto. Mi sembra una cosa sulla quale riflettere. E sorridere aggiungerei.

Una professoressa, dunque una brava persona?

Di questa terribile vicenda di cronaca torinese, fra droga, morte e occultamento di un cadavere, mi colpiscono anche le reazioni di chi legge, i commenti e i post sui social. D’altra parte c’è materiale per un film di costume ispirato a Zola: una persona trans, uno spacciatore, un extracomunitario… quelli che vengono sbrigativamente chiamati “marginali”. Fra le persone coinvolte, però, c’è una professoressa di lettere. E per molti sembra essere proprio questo il particolare più sconvolgente: una professoressa! Di lettere, per giunta!

I Mozziconi Parlano

Ieri ho chiamato il mio amico Luigi e siamo andati a prendere un aperitivo ad Omegna. I nostri soliti bar, quelle che sono un po’ le moderne osterie, erano tutti chiusi. Così abbiamo ripiegato su un bel bar borghese, uno di quelli che si affacciano sulla piazza Salera, sul lago.

Il velo, le mutande e il senso del pudore

Non ho mai avuto studentesse che venissero a scuola con il burqa o il niqab. Ne ho una, adesso, che porta il velo ed è una bravia studentessa. Ma con il velo o senza sono, prima di tutto, studentesse. Sulla base della mia esperienza, quindi, non ho molto da dire sul tema.

Anch’io vado a funghi, al ristorante

Quando arriva questa stagione, anch’io vado a funghi. No, no, non nel bosco: sono pigro. E poi mi accontento. Qualche volta ci sono andato, ed è anche piacevole. Mi piace il sottobosco umido. Mi piacciono i colori dell’autunno. Ma non sono un fanatico dei funghi, né della ricerca né del consumo. Li mangio volentieri una, due, tre volte, poi il mio entusiasmo comincia a diminuire. E, soprattutto, non mi fido abbastanza delle mie capacità di riconoscerli. Per cui preferisco cercarli nei ristoranti: si rischia meno.

Vendemmia 2026: buone promesse, grandine e qualche conto da rimandare

Quando la vendemmia è ancora in corso, il vino migliore è quello delle aspettative. Nei comunicati abbondano parole rassicuranti: qualità, equilibrio, eleganza, personalità. Poi, leggendo con attenzione, emergono le informazioni che rendono interessante il racconto: una grandinata, gli acini più piccoli, la raccolta anticipata, l’acidità che scende. È da questi particolari che conviene partire per capire la vendemmia 2026, senza assegnarle medaglie prima che le uve abbiano finito il loro viaggio verso la cantina.

Un sasso per Luciano

L’altra sera ho incontrato per caso Massimo. Sempre il solito: brillante, curioso, pieno di idee. Fra una chiacchiera e l’altra mi ha detto che Luciano Scarzello era morto. Da sei anni, per la precisione. Io non lo sapevo.

Dagli alpeggi alle risaie: il Piemonte di Slow Food a Terra Madre

La biodiversità si può raccontare attraverso un formaggio d’alpeggio, una varietà di riso, una ricetta tramandata o una coltivazione che trova spazio tra montagna e lago. È questa la strada scelta dalle Condotte Slow Food piemontesi per animare lo Spazio Regione Piemonte a Terra Madre Salone del Gusto 2026, a Torino: quattro incontri nei quali le degustazioni saranno accompagnate dalle testimonianze di chi produce, coltiva e trasforma.

Mimmo

Sono qui in macchina. Questa domenica mattina sono andato a fare una passeggiata con degli amici. Ho una leggera acidità di stomaco, la testa un po’ appesantita dagli alcolici, e mi sei venuto in mente tu. 

Sai perché? Ieri sera ho incrociato una paella, ma non l’ho assaggiata. Però mi è venuto in mente quella volta che andasti (andaste, ma con chi eri?) in Spagna con gli altri, dalle parti di Barcellona, in quella specie di Rimini sulla Costa Brava che si chiama Portbou. Ci sono stato anch’io, poi, in gita scolastica anni dopo. Ma era prima che tu morissi e la località non mi ha detto nulla di più.

Piemonte Pairing Experience: un’iniziativa da copiare

Ci sono iniziative che, dopo averle provate, fanno pensare: questa sarebbe proprio da copiare. È il caso della Piemonte Pairing Experience, promossa dalla Strada del Barolo e grandi vini di Langa, alla quale abbiamofai i tag separati da virgole partecipato domenica al Podere Ruggeri Corsini, a Monforte d’Alba.

Se non abbiamo voglia di cucinare, andiamo al ristorante

Ieri sera sono andato a mangiare con Monica in un ristorante indiano della zona, un locale un po’ ibrido che fa anche pizze.

Propone persino delle pizze in stile indiano, che sono interessanti, ma soprattutto offre una cucina indiana abbastanza semplice e piacevole.