Dei risotti in gara mi hanno colpito soprattutto le presentazioni: una era classica, un po’ âgé, dell famiglia delle carote intagliate e fiore e della la rosa fatta con il pomodoro. C’era però una margherita fatta con le mele, che mi ha richiamato quel gusto per la decorazione. Le altre erano o più modeste, quasi dimesse; oppure erano composizioni pittoriche astratte. Io preferisco queste ultime, alla Pollock con la mediazione di Marchesi, con segni, colori e apparenti disordini. Però sono scelte, sensibilità, forse anche abitudini dello sguardo. E naturalmente una puntinata di salsa non rende un piatto più buono di quanto faccia una rosa di pomodoro.