Lumache in Classe

La prima sorpresa, però, è stata mia: il prezzo. Sono prodotti piuttosto cari, più di quanto mi aspettassi. Ed io che racconto che una volta integravano la povera dieta dei contadini! Mah, la modernità: il pane nero costa di più di quello bianco, la carne di lumaca più di quella di vitello… Le abbiamo assaggiate in due preparazioni, una con il prezzemolo e una con salsa rossa.

L’Oro di Acqui

Per il quarto anno consecutivo faccio parte della giuria del Premio Letterario Nazionale “L’Oro della Bollente” di Acqui Terme. Un concorso voluto dalla Pro Loco di Ovrano, frazione appena sopra Acqui Terme, e dal suo preparatissimo (sulla cucina) presidente Claudio Barisone. Un concorso di letteratura gastronomica: ricettari, storie, territori, racconti… che ho visto crescere anno dopo anno e al quale mi sento sempre più legato anche se abito lontano da Acqui. Questo perché dietro un premio ci sono gli organizzatori, gli autori, il lavoro di chi legge e sceglie. Ma soprattutto ci sono i libri, che entrano in casa e nella memoria.

Claudio Barisone, una passione che tiene vivo un paese (e non solo)

A Ovrano sono stato diverse volte, tre o quattro, e ogni volta ho provato una sensazione particolare. Siamo sulle alture di Acqui Terme, fra vigneti, boschi e campi coltivati. Un piccolo borgo agricolo, oggi con pochissimi abitanti, raccolto attorno a una chiesetta proporzionata alla comunità che doveva servire. Eppure, in questo luogo così poco popolato, c’è una Pro Loco capace di richiamare persone, organizzare incontri e dare continuità alla vita del paese.

Da Agliè ad Arzana

Ad Arzana, Franco Bonda ha interpretato il risotto ai porcini alla piemontese con salsiccia di Bra, tartufo bianco e un tocco di cacao. Con lui Roberto De Rosas, titolare della Buta Stupa e presidente della Pro Loco di Agliè.

Da Arona ad Arzana

Da Arona ad Arzana, e ritorno in giornata. Ci sono trasferte che raccontano la disponibilità di un cuoco ancora prima della sua cucina. Quella di Stefano Minervino, chef di Condividere Bistrot di Arona, è una di queste: trovare spazio fra gli impegni del ristorante, partire per la Sardegna e mettersi ai fornelli per rappresentare il Piemonte al Porcino d’Oro. Tornando a casa con il riconoscimento per il piatto più bello.

Gallarate

Per una storia un po’ lunga da spiegare, ci siamo ritrovati a Gallarate con un paio di classi del corso turistico del nostro Istituto “Erminio Maggia” di Stresa. Un’uscita didattica per conoscere il territorio intorno a noi, anche quei luoghi che attraversiamo spesso senza fermarci.

Perché Rompere i Funghi?

Quando cammini in montagna a cercare porcini, trovi spesso un sacco di funghi rotti: presi a bastonate, schiacciati con un piede, fatti a pezzi e lasciati lì. Sono quelli che chiamiamo, un po’ sbrigativamente, “funghi matti”: quelli che non raccogliamo perché non commestibili, tossici o semplicemente sconosciuti. Ma che ragione c’è di romperli? Non si possono lasciare interi, dove sono?

Due Cene, Due Locali

Due sere di seguito sono stato a cena fuori, in due locali diversi ma entrambi simpatici e accoglienti.

Un Anno di Troppo

Oggi cercavo un cardigan di lana in una di quelle botteghe che raccolgono fondi di magazzino, rimanenze, cambiamerce: posti dove finisce un po’ di tutto e dove qualche volta si fanno incontri interessanti. Naturalmente sono finito nell’angolo del vino. Tra le bottiglie ce n’erano alcune che meritavano attenzione, ma una mi ha incuriosito subito: un Beaujolais Nouveau 2025 di Louis Tête, “Tête à Tête”, con una gradazione alcolica di 12,5%. Una bottiglia che, nella sua annata, costa sui dieci euro. Io l’ho pagata meno di tre.

Pasolini davanti a una vetrina spaccata

Assisto sempre un po’ sconcertato alle manifestazioni di piazza quando degenerano: gli scontri con la polizia, ma soprattutto le vetrine spaccate, i negozi vandalizzati e saccheggiati. Non capisco. Sono stato educato alla democrazia e ho ben presente il ricordo di Bava Beccaris, dei cannoni contro i poveracci che chiedevano pane. Mi riconosco nel romanticismo della figura di Gaetano Bresci. Ma in questi gesti di oggi faccio fatica a riconoscermi. Mi viene in mente, semmai, Pasolini.

Il primo amore e i tortellini in brodo

Sto leggendo un fumetto bellissimo, intitolato L’anomalia. In una vignetta c’è una battuta che suona più o meno così: «Mi ricordo la prima cena al ristorante. Mi ricordo anche il conto».

Me lo ricordo anch’io. In realtà non era una cena, ma un pranzo domenicale a Orta San Giulio, quando Orta era ancora vivibile. Il ristorante era l’Antico Agnello e io ci ero andato con la mia ragazza di allora, Francesca.

Le sagre piemontesi di ieri ci sono ancora?

Tutto è cominciato con un articolo sul Post dedicato al piacere di andare alle sagre. Fra le letture citate compariva Le sagre e le feste popolari italiane, curato da Giorgio Riva e pubblicato da Editrice Bibliografica nel 1978. L’ho cercato in rete, l’ho trovato per pochi euro e l’ho comprato.