Pavia, il cervello e quella voglia di “più ciccia”

Sabato scorso sono tornato a Pavia, una città che avevo visto una sola volta, tanti anni fa, e che ricordavo bella. Ritrovarla è stata una sorpresa piacevole: viva, piena di energia, attraversata dalla via Francigena.

La vera scoperta, però, è stata un’altra: il Pavia Innovation Week. Non ne sapevo nulla – devo ringraziare Carmine per avermela fatto incrociare – ma si è rivelato un contenitore curioso, con appuntamenti molto diversi tra loro.

Il tempo dei lime proibiti

Seduti lì, tra un caffè e un ricordo, con Fabio e Antonia – compagni di vita e di lavoro – si è finiti a parlare di scuola, dell’Istituto Alberghiero “Erminio Maggia” di Stresa: Fabio e Carmine Lamorte, oggi professionista affermato dietro al bancone, lì erano compagni. Io lì insegno da decenni. E già questo è bastato a costruire un filo narrativo.

Insegnare fuori dall’aula

Nei giorni scorsi ho accompagnato due classi prime in un’uscita didattica in Val Antigorio, un’esperienza ricca di spunti culturali e umani, che ha permesso ai ragazzi di entrare in contatto diretto con tradizioni e realtà produttive del territorio.

Due Colombe

A volte le differenze più importanti non stanno nelle etichette, ma nelle sensazioni. E soprattutto… nello stomaco. Mi è capitato infatti di assaggiare con attenzione due colombe pasquali molto diverse tra loro. Da una parte la Motta scatola blu, di Bruno Barbieri (anche se, onestamente, non è questo che m’interessa). Dall’altra, una colomba artigianale: quella della Dolcearte pasticceria di Mornago Varese, ricevuta in regalo dopo aver apprezzato molto il loro panettone. Due mondi.

La birra antica e il luppolo

Nell’area del Ticino sono state trovate tracce di bevande fermentate aromatizzate con luppolo in contesti pre romani. Oggi la birra è definita come bevanda ottenuta dalla fermentazione di mosti preparati con oltre il 60% di malto d’orzo. Questa è la base della birra moderna. Ma nell’antichità la situazione era molto diversa. Qualsiasi cereale poteva essere fermentato:

Tra Realtà e Visione

Sono stato pochi giorni fa a vedere una mostra al Castello di Novara, L’Italia dei Primi Italiani. Un’antologia pittorica ben costruita, articolata per sezioni tematiche, che permette – attraverso la visione diretta dei quadri – di ricostruire la sensibilità degli italiani prima ancora che l’Italia diventasse una nazione unita, sia pure nelle differenze.

A Fated Ship

Qualche giorno fa ero sul lago d’Orta, all’inaugurazione di un locale proprio di fronte all’isola di San Giulio. A Pella. Appena più in là di San Filiberto. Eravamo in tanti, si beveva, si parlava forte, si rideva senza misura. Tutto era pieno, acceso, immediato.

Eppure, a tratti, lo sguardo mi scappava via. Superava il tavolo, le luci, i volti, e andava a posarsi sull’acqua scura. Lì, quasi senza contorni, c’era l’isola.

L’olio di noci: memoria contadina, lusso moderno

L’occasione è arrivata durante una manifestazione locale, dove ho incontrato un olio prodotto da una piccola realtà di montagna, l’Azienda Agricola Valmastallone. Un prodotto ottenuto da noci locali, lavorate secondo tradizione, ma con un prezzo che racconta già molto: circa 100 euro al litro. Un costo importante, superiore anche a tutti i grandi oli extravergini d’oliva a tutti i burri di qualità. E già questo introduce una riflessione. Attendete.

Anche i bagni, a volte, meritano un racconto

Non capita spesso di tornare da una giornata culturale con in testa… dei bagni. Eppure è successo.

Sarà che certi dettagli, quando sono fatti bene, colpiscono più di tante cose dichiaratamente importanti. O forse è che, in fondo, i luoghi si rivelano davvero proprio negli spazi più quotidiani, quelli che di solito nessuno racconta.

Un volto che inquieta: Botero e l’ambiguità della violenza

La visita al Forte di Bard si è rivelata sorprendente non solo per la bellezza del luogo, nascosto al transito automobilistico, ma anche per la qualità delle strutture e delle mostre ospitate. Tra queste, ne ho viste tre su cinque, ho visto più attentamente quella dedicata a Fernando Botero, mostra che ha offerto più di uno spunto di riflessione, anche a chi – come me – non ha mai amato fino in fondo il suo stile.

Scoprire il territorio: scuola e aziende insieme

Per il terzo anno consecutivo ho avuto l’opportunità di collaborare all’organizzazione di un progetto che ha coinvolto la mia scuola insieme a diverse scuole medie del territorio. In particolare, hanno partecipato la scuola media di Gravellona Toce, la scuola media Cadorna di Pallanza e la scuola media di Crevoladossola. Il Progetto si chiama Made in Italy. Il nostro Territorio: conoscere, conoscersi, socializzare.