Il corso sarà a numero chiuso, non per una scelta elitaria ma semplicemente per motivi pratici: lavoreremo con degustazioni e il numero dei posti sarà legato allo spazio disponibile e al numero dei bicchieri utilizzabili durante gli incontri.
Vorrei chiarire subito una cosa importante: questo non è un corso per sommelier. Non mi interessa formare tecnici del vino o creare esperti di rituali. Mi interessa invece il vino come fenomeno culturale.
Naturalmente parleremo anche di aspetti pratici: come si serve un vino, le temperature corrette, qualche principio base di abbinamento, i diversi tipi di bicchiere, il modo in cui si degusta. Lo faremo però in modo semplice e senza rigidità. Anche perché, alla fine, a casa ciascuno beve il vino come preferisce. Alcune cose servono soprattutto per sentirsi più sicuri quando si va a cena con amici o al ristorante, evitando quella sensazione per cui sembra che oggi, se non sai nulla di vino, tu sia fuori posto nella vita sociale.
Ma il centro del corso sarà un altro.
Il vino è un prodotto straordinariamente affascinante perché non è soltanto una bevanda: è un processo culturale. È qualcosa che mette continuamente in dialogo passato, presente e futuro.
Nel vino convivono storia, economia, territorio, memoria, convivialità e trasformazione sociale. Il vino oggi non è soltanto lo scaffale del supermercato e non è neppure soltanto il mondo dei ristoranti, delle enoteche, delle aste e delle riviste specializzate. È anche il racconto dei territori, dei cambiamenti climatici, delle nuove sensibilità etiche e ambientali.
Parleremo, per esempio, dei vini PIWI e della ricerca di vitigni più resistenti, nati anche dalla necessità di ridurre i trattamenti nelle vigne. Vedremo come il cambiamento climatico stia modificando il lavoro dei produttori e persino il gusto dei vini. Affronteremo temi che fino a pochi anni fa sembravano marginali: i vini biodinamici, le certificazioni religiose, le nuove forme di sostenibilità, i conflitti che attraversano alcuni territori vinicoli.
Il vino, infatti, non è mai fermo. Anche ciò che chiamiamo “tradizione” è spesso il risultato di continue trasformazioni. Ogni epoca ricostruisce il proprio rapporto con il passato.
Per questo il corso seguirà soprattutto le curiosità, le domande e i nuovi percorsi che oggi attraversano il mondo del vino: le nuove interpretazioni del territorio, le tensioni economiche e ambientali, le scelte culturali ed etiche che stanno cambiando il modo di produrre e di bere.
Per me il vino è questo: fascinazione, storia, piacere, economia, convivialità e racconto del mondo.
E, nel frattempo, impareremo anche a scegliere una bottiglia, a leggere un’etichetta e a bere un bicchiere con maggiore consapevolezza — senza inutili formalismi.
Grazie.