Degustazioni On Line

Si tratta dunque di una modalità molto interessante che permette di “viaggiare” anche molto a distanza, con una spesa molto contenuta. Ovvio, manca l’aspetto emozionale ed esperienziale del viaggio; l’aspetto sociale della convivialità. Però le occasioni si moltiplicano e le spese diminuiscono. Hai modo di assaggiare in tranquillità. Con amici.
Una modalità da mantenere anche nel futuro, covid o non covid.

Qualcosa non va…

Quello della ristorazione è oggi infatti un settore che piace e a cui tutti teniamo, perché ci manca ed è effettivamente sofferente; ma anche un settore pieno di difetti: orari, paghe, contratti… Non per niente ogni anno viene abbandonato da migliaia di giovani che cercano o all’estero o in altri lavori ciò che non è difficile immaginare: buona paga e ritmi di lavoro umani. Siamo seri… non è sempre questione di motivazione.

Al 25 Aprile

Poi come è andata lo sappiamo tutti ora. Molto meglio per tutti, direi; ma siamo ancora qui a litigare. Ed è deprimente. Papà avrebbe citato i tedeschi che dopo hanno costruito un Paese bello e forte. Li ammirava molto.

Noi Cinici Adolescenti

Se penso a lui, capisco quello che sta succedendo a noi: il conteggio dei morti che non commuove più, il pensare prima alla propria salvezza e non a quella altrui, all’esser cinici come gli adolescenti di allora. Aspettando anche noi “gli americani” che ci portino dei doni.

Franco Fornara, Imprenditore e Cuoco

Bhe, mi mancherà! Davvero. Triste il destino di chi rimane: sentire una mancanza, custodire il ricordo, cercare di spiegarsi… Difficile davvero spiegare il perché ti mancherà una persona.

Gli Oggetti Vivono

Sono seduto sulla poltrona delle mia vicina di casa e guardo il fuoco ardere in questa fredda primavera. La mia vicina è vecchia, ma si tiene; ha paura di morire ed ha ancora velleità. Guardo il bollitore ed i tanti oggetti nella piccola cucina. Sono vivi, perché sono suoi. Di ognuno potrebbe raccontarne la storia.

I Ristoranti Rischiano, Molti Rischiano da Anni

Il punto 3 del Decalogo Sociologico di Emergenza Covid dice “La complessità del reale non riducibile: l’unico modo per affrontarla al meglio e condividerne i “pesi”, tutti insieme”. E sono parole che si adattano bene all’attualità. Riaprire i ristoranti o meno? I malati costano di più o di meno degli impoveriti?

Decalogo Sociologico di Emergenza Covid

Ringrazio Gabriele Di Francesco, amico e professore universitario, per avermi invitato allo zoom di presentazione del libro realizzato con gli studenti del suo corso universitario. Il libro si intitola “NARRAZIONI DI PANDEMIA Esperienze soggettive e dimensioni sociali”. Lo sto leggendo e magari ci scriverò un pezzullo. Intanto una prima perla nelle prime pagine: un decalogo sociologico d’emergenza covid. Una lettura rilassante ed interessante. Ve la propongo per intera, citando l’autore ovviamente. Io non ho tale luciditàdi pensiero.O forse sì, se mi riconosco?

Anni come Stagioni

Un po’ come il vino, penso. E mi ricordo che tanti anni fa mi piacque l’annata ’90 del ghemme doc (allora), mentre il mio amico Eugenio preferiva l’89: “più vivace, aggressivo”.

Nel Mondo di Mezzo

Ricordo anche quella sera in cui lei venne a trovarmi portando con sé una bottiglia di champagne La Belle Vie che bevemmo penetrando nella notte, bicchiere dopo bicchiere. Il liquido dorato ci pervase e alla fine mi ritrovai nel letto, solo. Senza ricordi chiari, ma incrostato come una pietra di lago. Ora mi sveglio!

Sul Treno

L’ultima volta mi è tornato alla mente Saccoletto con i suoi vini originali, fermentazioni spontanee, assenza di solfiti…non ricordo esattamente. Ricordo però bene che mi piacque molto il bianco I Tigli e che lo ricercherò appena si potrà.

Celestia

Potrebbero fra le tante provare a recuperare una bottiglia di Wermuth de Pinot della Riccadonna e miscelarlo con acque gasate, seltz, vini fermi o prosecchi, agrumi dalla dolcezza variabile… e viaggiare sulle littorine, le auto spigolose, osservando gonne lunghe e i capelli cotonati, amoreggiare con le proprie madri o con le nonne nella loro giovinezza…

L’Epica della Pasta

In un Paese che si divide su tutto, anche la panna crea divisioni. Intendo la panna nella Carbonara: c’è chi la mette e la metteva e chi la aborriva e la aborre. Però parliamo di pasta e dunque tanto male non ci si può fare, se non apostrofarsi da incompetenti e cose varie. Ma una cosa è certa: la Carbonara è una parte dell’identità nazionale italiana, con o senza panna