Al 25 Aprile

Papà non raccontava mai del 25 aprile. Raccontava dei tedeschi in fuga che requisivano le biciclette, ma che erano gentili. Lui li stimava: erano precisi, mantenevano la parola data, erano virili (le ss facevano la doccia fredda tutte le mattine e loro, ragazzi fascisti, li ammiravano). Raccontava che un suo concittadino al passaggio dei tedeschi fece il gesto dell’ombrello: lo uccisero lì, subito. “Al nemico che fugge ponti d’oro” amava citare, invece i soliti codardi li attaccavano, ora che erano deboli. Meglio lasciare stare. Meglio fare come Manzoni: vergin di servo encomio e di codardo oltraggio . Arrivarono poi gli americani che erano però diversi: aperti, generosi e aprirono alla speranza, gli fecero mettere su un po’ di pancia. Papà non parlava mai dei fascisti, che nei suoi racconti non facevano mai la comparsa. Qualche volta parlava dei partigiani, ma senza enfasi. Non sembrava stimare molto l’opportunismo italico, questa capacità di cambiare casacca che da sempre ci distingue. La sua sarebbe dovuta diventare la prima generazione totalmente fascista e a loro era stato insegnato ciò che poi non fu fatto dai loro maestri.

Poi come è andata lo sappiamo tutti ora. Molto meglio per tutti, direi; ma siamo ancora qui a litigare. Ed è deprimente. Papà avrebbe citato i tedeschi che dopo hanno costruito un Paese bello e forte. Li ammirava molto.

Poi come è andata lo sappiamo tutti ora. Molto meglio per tutti, direi; ma siamo ancora qui a litigare. Ed è deprimente. Papà avrebbe citato i tedeschi che dopo hanno costruito un Paese bello e forte. Li ammirava molto.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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