Il punto 3 del Decalogo Sociologico di Emergenza Covid dice “La complessità del reale non è riducibile: l’unico modo per affrontarla al meglio e condividerne i “pesi”, tutti insieme”. E sono parole che si adattano bene all’attualità. Riaprire i ristoranti o meno? I malati costano di più o di meno degli impoveriti?
Credo che chi ci governa faccia bene a muoversi con prudenza, per rispettare i diritti di tutti. Un po’ si apre e un po’ si sta chiusi. In un’ottica di bene collettivo. Aiutiamoci. Poi, però, quando sarà tutto finito parliamone: di evasione diffusa e di tasse (non imposte) esose, di molto lavoro massacrante non tutelato, di vicinanza con l’estremismo politico (che magari al ristorante va di meno dei borghesi moderati), di troppi stipendi bassi (e fuga di giovani braccia e cervelli al’estero)…parliamone. Perché c’è chi è danneggiato ora e chi lo è da anni: collettività, giovani, lavoratori… Parliamone, altrimenti sarà etico mangiare a casa nostra.