Attenzione Pickpocket! Tra viaggi, dati e allarmi sociali

Mio figlio Filippo. Un viaggio in auto questa estate — attraversando la Bulgaria- il finestrino abbassato, la radio accesa. Ascoltavo strattonato un podcast de La Zanzara, quando d’un tratto sento parlare lei: Monica Poli, la donna che urla “Attenzione pickpocket!”.

L’Orso Bianco di San Piero in Bagno: da cantina a osteria

Durante le vacanze pasquali nelle suggestive foreste del Casentino, ho scoperto un posto che mi ha colpito al primo sguardo. Non tanto per la cucina, buona, ma per l’atmosfera: un ristorante che è all’interno di una cantina/magazzino del Cinquecento, con notevole volta in mattoni.

La panchina gigante di Chesio: una nuova visione dall’alto

A breve anche Chesio, minuscola frazione di Loreglia incastonata nella poco nota Valle Strona, avrà la sua Big Bench. La “panchina abbracciata dal bosco”, come l’hanno poeticamente battezzata quelli della locale Pro Loco, si prepara ad accogliere camminatori, curiosi e amanti dei selfie panoramici.

Ae Dò Rode: la pizzeria dove torno ragazzo

Il locale oggi è elegante e curato, ma una volta era solo una pizzeria meno “ignorante” delle altre. Lì fui fotografato con la mia fidanzatina dei vent’anni, quando tutto sembrava possibile e anche il tempo sembrava infinito. Per quella sensazione di “tutto è possibile” e “c’è tempo” che non andai a prendere quella foto e ancora oggi me ne dispiaccio. çei poi è andata via ed io non ho più vent’anni: sarebbe stato un bel ricordo.

Il cuoco che non c’è (ma c’è): una cena alla Faina

Si chiama Pietro Fusco, viene da Paternò, Sicilia profonda, e ha vissuto a Milano: capitale del caos e della ristorazione ansiosa. Ora invece sta lì, al limitare del bosco, nel Tabarino delle Cascine di Ameno, a fare – come direbbe il mio amico Andrea – il cuoco “con amore”.

Compleanno

Stanotte, sulle mie strade vuote, guidavo come al solito lento, seguendo il flusso dei miei pensieri mentre la musica scivolava via da YouTube. In qualche punto tra Omegna e Gozzano ti ho pensata.

Hangover

stamattina mi sono svegliato bene e non avevo il mal di testa e nessuna altra sindrome da esagerazione alcolica: la resaca come dicono gli spagnoli o l’hangover come di dice in inglese.

Dal 2 all’11

Il due agosto 1980 anche un omegnese fu fra le vittime. Aveva un nome strano: Amorveno. Parenti sparsi tra Milano e Cremona.

Inospitale

Ed ora sono due giorni che sento e buffamente ballo il loro pezzo Inospitale. Lo ascolto e mi muovo ma nel contempo non ne capisco il senso. Ma ha senso?