A breve anche Chesio, minuscola frazione di Loreglia incastonata nella poco nota Valle Strona, avrà la sua Big Bench. La “panchina abbracciata dal bosco”, come l’hanno poeticamente battezzata quelli della locale Pro Loco, si prepara ad accogliere camminatori, curiosi e amanti dei selfie panoramici. Sarà immersa nella natura, accessibile solo a piedi, e si promette già diversa dalle solite: raggiungibile tramite un percorso suggestivo tra vecchi rioni, fiori e muretti a secco ricostruiti con passione. Insomma, non una panchina qualunque, ma un luogo narrante, evocativo nel senso più pieno.
Negli ultimi mesi, ne sono state inaugurate diverse altre: dalla Big Bench di Coiromonte, con vista sulle montagne del Vergante, alla panchina di Baveno, sospesa tra lago e cielo. Più in là, nell’Alto Piemonte e nel Novarese, continuano a sbucare panchine colorate come funghi giganti: rosse, verdi, azzurre, ogni panchina è una storia a sé. Ma tutte fanno parte di un’unica, grande narrazione: quella del Big Bench Community Project, nato quasi per gioco e diventato in pochi anni un fenomeno turistico internazionale.
Tutto cominciò nel 2010 a Clavesana, nelle Langhe, quando il designer americano Chris Bangle costruì la prima panchina fuori scala accanto alla sua casa. L’idea era semplice: creare un punto di osservazione diverso, fuori dal tempo, dove adulti potessero sentirsi piccoli e, da lassù, riscoprire il piacere di guardare il mondo con occhi nuovi. Un’inversione di prospettiva, che poi è sempre un buon esercizio per chi vive la modernità come una corsa cieca.
La gente cominciò a fermarsi, a scattare foto, a chiedere. Poi arrivarono le Pro Loco, i Comuni, i volontari. Così, lentamente, le Big Bench diventarono panchine di comunità, simboli di rinascita dei piccoli borghi, oggetti identitari ma pop, da collezionare come francobolli in un passaporto colorato. Il Big Bench Passport: ogni panchina ha il suo timbro, custodito gelosamente da bar, circoli o, come nel caso di Chesio, nella sede del circolo della Pro Loco e in un locale del fondovalle.
A volerla, questa nuova panchina gigante, è stata proprio la Pro Loco di Chesio, un’associazione piccola nei numeri ma grande nelle idee. Sono gli stessi volontari che, ogni estate, animano feste, incontri e iniziative culturali che richiamano in paese anche i chesiesi “di ritorno”. Giovani e meno giovani che amano questa valle, che non vogliono lasciarla andare via in silenzio.
E allora anche la panchina gigante diventa un tassello di un progetto più ampio, fatto di cura del paesaggio, valorizzazione della storia e piccole esperienze da raccontare. Il percorso per raggiungerla non sarà diretto: si snoderà tra i rioni del paese, costringendo (o meglio, invitando) a guardarsi intorno, a rallentare, a farsi sorprendere.
Perché a Chesio le cose non si fanno solo per moda, ma per lasciare qualcosa che resti. Come un fiore piantato nel bosco. Come una vista che ti rimane negli occhi. Come un’idea semplice, ma gigante.
quando l’ inaugurazione? grazie
Ero in vacanza, scusami: è stata inaugurata il 16 agosto scorso.