La Venere Storta
In un museo polacco, a Cracovia, mi sono fermato davanti a un dipinto che mi ha lasciato disorientato. Il cartellino lo identificava come Venere vincitrice, attribuita a Michele di Jacopo Tosini, pittore fiorentino del pieno Cinquecento. Eppure, davanti a quella figura, la parola “Venere” mi sembrava inadeguata: una donna a mezzo busto coi i seni scoperti, ma uno quasi frontale, l’altro di profilo. Il corpo ruotato, la testa ancora leggermente girata. Uno sfasamento sottile, ma percettibile. E uno sguardo che, più lo osservavo, meno riuscivo a definire.