Dal saloon del Ruchè alle polemiche social: chi sono davvero Morando e Ferraris

Nel mondo del vino piemontese si parla solo di questo: la rissa esplosa durante la Festa del Ruchè a Castagnole Monferrato, con pugni, minacce e persino una bottiglia usata come arma. Protagonisti due nomi pesantissimi del Ruchè: Franco Morando e Luca Ferraris. (torino.repubblica.it)

Ma dietro lo scontro c’è molto di più di una lite da sagra. Da anni i due rappresentano due modi opposti di intendere il vino, il territorio e perfino la comunicazione pubblica.

Franco Morando, il “re del Ruchè” e le polemiche fuori dalla cantina

Montalbera è la corazzata del Ruchè. Franco Morando ha trasformato l’azienda in un marchio internazionale, con centinaia di migliaia di bottiglie prodotte ogni anno e una presenza molto forte nel marketing e nell’export.

Ma Morando non è nuovo alle polemiche.

Il caso della youtuber-avvocata e gli insulti a Torino

Nel 2023 il produttore finì al centro di una vera tempesta mediatica dopo la diffusione di una diretta social insieme all’avvocata e influencer Alessandra De Michelis.

Nel video, girato durante una cena al celebre Del Cambio, Morando attaccava violentemente Torino e la sua ristorazione. Secondo quanto riportato dalla stampa, definì Torino “la città più di m***a del mondo”, sostenendo che “si mangia e si beve male”. (dissapore.com)

La frase che fece esplodere il caso fu però quella sul locale torinese:

“C’erano solo escort e poveri”.

La clip diventò virale e provocò la rivolta dei ristoratori torinesi. Alcuni locali arrivarono persino a togliere i vini Montalbera dalle carte. (italiaatavola.net)

Morando in seguito tentò di smorzare la polemica parlando di “frasi infelici” pronunciate in un momento di rabbia, spiegando che la sera stessa qualcuno gli aveva rigato la Porsche. (italiaatavola.net)

Luca Ferraris, il custode identitario del Ruchè

Dall’altra parte c’è Ferraris Agricola, l’azienda guidata da Luca Ferraris.

Ferraris ha costruito la propria immagine in maniera quasi opposta rispetto a Morando: meno “corporate”, più legata alla tradizione, alla storia del territorio e alla figura di don Giacomo Cauda, il parroco che salvò il Ruchè dall’estinzione.

È sua la celebre etichetta “Vigna del Parroco”, diventata una sorta di vino-manifesto per gli appassionati del vitigno.

Negli anni Ferraris ha investito molto sull’identità culturale del Ruchè: creazione del Museo del Ruchè, valorizzazione storica del vitigno, comunicazione fortemente territoriale, turismo esperienziale legato al Monferrato.

Ferraris e la cronaca: meno scandali, più tensioni territoriali

A differenza di Morando, Luca Ferraris è comparso raramente nelle cronache scandalistiche nazionali.

Le notizie che lo riguardano sono quasi sempre legate alle dispute interne al mondo del Ruchè, alle tensioni fra produttori e alle dinamiche del consorzio e della denominazione.

La maxi-rissa della Festa del Ruchè rappresenta di fatto il primo vero episodio di cronaca nera che lo coinvolge direttamente su scala nazionale. (torino.repubblica.it)

Secondo le ricostruzioni emerse, Ferraris sostiene di essere stato aggredito, Morando sostiene invece di aver subito l’attacco, ci sarebbero state minacce di morte e una collaboratrice di Ferraris sarebbe rimasta ferita. (torino.repubblica.it)

Due uomini, due modelli di vino

La sensazione, nel mondo del Monferrato, è che la rissa abbia semplicemente fatto esplodere un conflitto che covava da anni.

Morando rappresenta il Ruchè globale, il branding aggressivo, la crescita industriale e l’ambizione internazionale.

Ferraris invece incarna il Ruchè identitario, la memoria storica, la dimensione artigianale e il legame quasi spirituale con Castagnole Monferrato.

Per questo lo scontro ha avuto un’eco enorme: non è sembrato soltanto un litigio personale, ma la resa dei conti tra due visioni completamente diverse del vino piemontese. (torino.repubblica.it)

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