La dieta è diventata una specie di religione sociale. Oggi tutti sono “a dieta”: tutti sentono il bisogno di dimostrarlo pubblicamente. Rifiutano una portata, evitano il bis, lasciano qualcosa nel piatto.
Insomma, tutti (o quasi) devono dimostrare a se stessi — e soprattutto agli altri — di essere in grado di controllare il proprio corpo. Perché essere magri, oggi, è una virtù morale. Essere grassi, invece, sembra quasi una colpa, una debolezza.
Lo dimostra il fatto che, nella vita quotidiana, quando qualcuno vuole ferirti, ristabilire una gerarchia o semplicemente metterti a disagio, la prima cosa che ti dice è: “ti trovo ingrassato”. Come a dire: ti sei lasciato andare, non hai più controllo di te stesso, sei stanco, sconfitto.
A me capita spesso, soprattutto con certi colleghe, per fare simpatia di dire: “ti trovo bene, ti trovo dimagrita”. Ma a volte la falsità è così evidente che capisci subito cosa stanno davvero pensando. E l’effetto diventa persino controproducente. Però in genere funziona. Però funziona anche il contrario, ahimé.
Mi è successo una volta, durante la presentazione di un libro. Ho incontrato una donna molto originale che frequentavo venti, venticinque anni fa. Dopo tutti questi anni, lei mi fa: “ciao, come stai? Ti trovo ingrassato”. Dopo vent’anni, davvero la prima cosa che dici a una persona è che è ingrassata!? Invece di chiedere: cosa fai ora nella vita? Hai avuto figli? Ti sei sposato? Ti sei separato? Hai trovato una cura per il tumore? Qualunque cosa, insomma. Io non mi sognerei mai di dire a qualcuno, dopo vent’anni: “Ti trovo ingrassato”. Infatti ho interrotto quasi subito la conversazione. L’ho trovata una forma di ignoranza totale, una mancanza assoluta di sensibilità. Per ristabilire quale gerarchia poi? Forse lei non si sente più bella (ma lo è mai stata poi? Piaceva perché originale e non per le sue forme) e ha voluto bloccare i miei pensieri su di lei, attaccando? Non so… Peraltro non credo che la rivedrò più prima di sparire da questo mondo. Però, se dovesse capitare, credo che prima ancora che si avvicini le direi qualcosa tipo: sì lo so ho la pancia, sono privo di carattere, un disastro… così si tranquillizzerebbe di certo.
Io stesso in effetti ho una bella pancia, sono sovrappeso, e continuo a dire a tutti che dovrei mettermi a dieta, eccetera eccetera. Però non lo so: a volte sono più magro, a volte dimagrisco senza capire davvero perché. Probabilmente dipende dal fatto che in certi periodi frequento meno locali, faccio meno aperitivi, vado meno a cena fuori. Ma in realtà non ho idea di cosa faccia sì che, in alcuni momenti della mia vita, io ingrassi o dimagrisca.
Quello che invece noto chiaramente è che intorno a me le persone sono sempre più magre, perché si sta diffondendo l’uso dell’Ozempic e di farmaci simili. Qualcuno lo dice apertamente: “Da quando lo prendo sono dimagrito, ho perso cinque, dieci chili…”. Altri non lo dicono, ma lo noti. Non saprei spiegare come, però lo noti. Insomma, certi dimagrimenti oggi sono legati alla chimica più che a un reale cambiamento dello stile di vita. E forse, in un futuro non troppo lontano, non ci saranno più grassi.
E allora con cosa ci feriremo?