Salviamo il Ricordo di Daniele
Nel mentre che ero lì ho lanciato l’appello agli amici di Ghemme affinché salvino la memoria di Daniele Preda, chef e docente a Stresa
Blog di Riccardo Milan: pensieri, vino, arte, cibo, riflessioni, film, letteratura ed attualità gastronomica fra il Lago d'Orta e un poco di mondo.
Nel mentre che ero lì ho lanciato l’appello agli amici di Ghemme affinché salvino la memoria di Daniele Preda, chef e docente a Stresa
L’idea è stata quella di proporre una cena di selvaggina realizzata da uno chef talentuoso che mescola Europa ed Asia (dove ha lavorato a lungo). Stiamo parlando di Matteo Arvonio del Ristorante 9090 di Omegna, locale bellissimo sulla riva che è come un cinemascope sulla baia.
Ma dove finirà tutto lo zafferano che si produce in Italia? Voi dite: ma dove? Un po’ ovunque in realtà. Ormai ci sono produttori da sud nord. Anche in Piemonte. Ed io mi chiedo: ma chi lo consuma? Ok, il Risotto alla Milanese; ok la liquoristica; ok alcuni formaggi aromatizzati… ma non mi sembra molto.
“Esce il nuovo libro del critico gastronomico “mascherato”, che occulta il suo volto per essere libero di giudicare i ristoranti (e la ristorazione). Un viaggio dietro le quinte di un settore che sembra luminosissimo, ma nasconde più di una magagna: dalla malavita agli chef stellati in rosso, dallo sfruttamento del lavoro ai giornalisti marchettari. E come al solito farà parecchio discutere” (Rolling Stones)
Di lui me ne aveva parlato in termini poco lusinghieri il fu farmacista di Omegna, persona intelligente ancorché tenacemente democristiana. Una bella persona, lo ricordo volentieri, ma bella persona è anche don Sergio Chiesa che fu parroco massimalista (e fazioso, secondo il primo) negli anni Settanta a Crusinallo (di lui si ricorda la vendita dell’inutilizzato organo della chiesa), molto impegnato nel sociale.
Ho partecipato alla lezione di don Sergio Chiesa sulla dieta Seignalet, adatta a stabilizzare e non a guarire molte malattie: dal parkinson all’artrosi, dal fibromialgia all’artrite reumadoide. Sede, un ex stalla oggi gestita da una comunità in quel di Castellazzo vicino a Novara.
Era particolare come tutti gli orange wine, come tutti aveva uno storytelling particolare (niente solfiti, niente lieviti selezionati) e come tutti poteva anche non piacere.
Intanto mi consolo con i dati diffusi sul consumo di champagne in Italia. Ok ok, lo so: mezzo pollo a testa non vuol dire mezzo pollo. Magari uno intero ad uno e niente all’altro.Ok ok, ma qui di polli ce ne sono davvero tanti!
I miei primi bagni trans li ho trovati al Museo di Bergamo, l’Accademia Carrara: museo da visitare assolutamente.
Se volete sfogliare “Arcobaleno d’Italia”, la rivista con cui collaboro, ecco qui il link
Comunque davvero una mappa strana, fatta di certezze e di novità, quella disegnata dall’Autore…
Una buona idea: non puoi sentirti sicuro, solo, neppure in bagno. Un esempio chiaro di controllo sociale estremo.