Un Mazzetto di Erbe a Pontiana

Vorrei tornare a Pontiana, un punto fra Novara e Vercelli. Ci sono passato un settembre di due anni fa, percorrendo le vie e le strade fra le risaie. Ieri era un posto tappa per i pellegrini lungo la Francigena, oggi l’antico convento è abitato da creature silenziose, uno spazio fra due mondi. Del passato conserva il bel chiostro e l’antica chiesa con affreschi medievali. Affreschi di santi, martiri, miracoli, storie antiche, sotto cui dormivano i pellegrini.

Donne da Lockdown

I ristoratori ok, ma anche le donne con figli (e un lavoro) sono tanto vittime di questi lockdown, e in più della Dad. Su di loro, infatti, si scarica ancora tutto il peso dei ragazzi a casa, del lockdown familiare e della Dad

Politici “Vecchi”

Di infrastrutture fisiche ne abbiamo tante, miglioriamole, rendiamole sostenibili; usiamo il digitale per ridurre spostamenti, aiutare i piccoli centri, ampliare l’offerta; riusiamo le strutture che abbiamo già (perché l’ospedale nuovo del Vco su un terreno vergine? Perché l’ennesimo magazzino? Perché non usare fabbriche vecchie ed abbandonate? Perché?). Spero di sbagliarmi: non vorrei che i nostri giovani fossero mandati ancora una volta “al massacro”.

Cose Nuove

Da quando è incominciato questo “big crash” ho imparato a fare molte cose. Ho imparato a stare da solo, senza sentirmi solo. Ho imparato a gestire i miei contatti, per non perderne nessuno. Ho imparato ad usare la tecnologia, senza snobisticamente dirmi contrario. Ho imparato… Davvero molte cose.

Cantare le Uova

Mangiate abbondantemente per secoli, da poveri, ricchi e borghesi, oggi in cucina sono un poco neglette. E questo da anni, complice forse anche una comunicazione igienica e nutrizionale confusa e contraddittoria. Eppure, Gabriele D’Annunzio le adorava, sotto forma di frittata ed ha vissuto una vita piena e lunga. Boh!? Nei ricettari classici, Ottocento e primo Novecento, come l’Artusi, le ricette sono tantissime; nei ristoranti moderni però non appaiono più, se non in abbinamento, magari con asparagi o tartufo, o se figlie di una storia originale, ricercata o preziosa, come le uova di certi allevatori. Insomma, danno l’idea di essere marginali nel dibattito gastronomico-culturale della contemporaneità.

Io, un Vecchio Hippy e la Geuze

Non so quando, né perché: ma ad un certo punto io e altri momentanei amici siamo a Bruxelles. Tanti anni fa. Girovaghiamo per il centro e beviamo birra, tanta e buona. In uno di questi locali o forse all’ostello facciamo amicizia con un simpatico, maturo (50anni, più?) hippy appena tornato dall’India; che si è poi accompagnato con noi, giovani un po’ scrausi, per un paio di giorni.

Gli Asinelli e Israele

Sono al mercato con mia sorella: attendiamo il turno per essere serviti dal verduriere. Il signore davanti a noi sta scambiando due parole con il commerciante: “in Israele giravano con il carretto con l’asino fino a ieri ed oggi ci battono coi vaccini… siamo diventati terzo mondo!”. Queste parole mi hanno colpito, fra le altre, perché piene di curiose inesattezze

Antieuropeismo ed Aceti Vari

L’ennesima bufala polemica fra alcune partiti politici e la UE si gioca sull’aceto balsamico igt: da una parte, infatti, la Slovenia (altro Paese destrorso, per capirci) che chiede che tale indicazione di qualità sia declassata a processo produttivo. E non ha tutti i torti. E noi, ovviamente, contrari. Ma in ballo non c’è il furto di chissà quale patrimonio immateriale, ma di una procedura che l’industria ha “rubato” alla tradizione di un luogo.

Gente che Va (poi Torna?)

Un luogo tranquillo: era questo il titolo originale della prima versione dell’opera, eseguita da Böcklin dopo una gestazione molto meditata su commissione di Alexander Günther, il suo mecenate ricco e misterioso: «L’isola dei morti è pronta, finalmente» gli comunicò in una missiva del 19 maggio 1880 «e sono convinto che susciterà l’impressione che desidero». La prima delle cinque versioni è conservata a Basilea.

Assaggiare

Meglio affidarsi alla bocca e non alla testa, per scegliere il vino. Sennò paghi l’immateriale. Grazie Luca Maroni!

Un caffè corretto

Dedico questo post all’8 Marzo, Festa delle Donne, ricordando una mia amica che, anni fa, (ristorante o bar non ricordo) mi fece ordinare un caffè corretto e quando i due caffé arrivarono, il cameriere mise quello con la grappa davanti a me. “Succede sempre così”, mi disse, scambiando le due tazzine.

Non Ricordo il Nome né il Sorriso

Passo da Borgomanero per caso in una certa via con mio figlio e ricordo: “in quella casa -gli dico- una ragazza, tanti anni fa, si slacciò il reggiseno e il suo gesto mi lasciò di stucco!”. Filippo ride e mi chiede il nome. “No, non ricordo il nome, forse -e ne dico uno- né ricordo il viso. Ricordo però bene le sensazioni che mi diede: sorpresa, piacere, imbarazzo…”. Mio figlio ride ed io rinforzo ed astraggo citando Petrarca e il tema del ricordo delle emozioni.