Ottavo Vino dell’Avvento

E il pensiero è poi andato al mio rapporto con questo piatto creativo. Lo conobbi per la prima volta ai tempi del liceo, ani Ottanta, quando un mio compagno bon vivant mi disse che lui e la sua ragazza lo avevano mangiato in discoteca a mezzanotte. Mi sembrò il massimo. Poi l’ho assaggiato e ben studiato ed oggi mi appare per quello che è: un frutto acerbo della nouvelle cuisine, il gesto un po’ arrogante di chi ha denaro, anche da sprecare.

Settimo Vino dell’Avvento

In auto stasera sul Lago d’Orta: poche auto, luci rade ed atmosfera surreale, Lascio andare i miei pensieri sull’onda della musica, quando mi accorgo che sto cantando, gracchiando una canzone! E’ “Atomic” dei Blondie. Sfido che la cantavo.

Sesta Bottiglia dell’Avvento

Ricordo anche con un po’ di magone che fu l’ultimo vino che mi chiese, poche settimane prima di morire. Non riuscii a trovarglielo e così optai per un ottimo prosecco. Un altro mito della sua terra. Mi dispiace ancora. Comunque. ne parlava sempre, ma poi preferiva i rossi. Merlot in primis. Io invece ne cercherò altro.

Quinta Bottiglia dell’Avvento

Ed ora sono qui che assaggio questo notevole passito Revej, un caluso doc passito riseva, di Gnavi. Profumi di caramello, miele di castagno, nocino; gusto piacevole…mi ricordo ancora la cantina zeppa e sottosopra, il cortile costellato di macchinari… e noi, lì, in piedi, fra l’etichettatrice e un espositore, ad assaggiare, chiedere, ridere fra di noi… Già “sembra un secolo”. E invece era solo febbraio.

Quarta Bottiglia dell’Avvento

Giravano delle magnum di questo spumante semplice, subito piacevole, breve ma buono. Ne abbiamo aperte tante, con gran gioia del proprietario che aveva in noi un pezzo del mutuo pagato.

Lega Antimodernista?

Ora la Lega (non più Nord) si frappone alle iniziative del Governo, a torto o a ragione non mi importa qui, ma spesso in senso antìmodernista e poco meritocratico direi. Tipo le polemiche sulla promozione della moneta elettronica. Cosa è cambiato? Bah, forse l’età. Si dice infatti dalle mie parti che a ventanni sei inciendiario e a quaranta pompiere. Ecco, sarà così!

Terza Bottiglia dell’Avvento

Ed ecco che rileggo Petrarca e surfo sulla rete fino a La Primavera. E poi guardo spezzoni di Picnic ad Hanging Rock su Youtube… E il vino? “La vita è un sogno, soltanto sogno, il sogni di un sogno”. Ecco, Shakespeare, ecco Calderon de La Barca… E il vino? Il vino domani, oggi contemplazione e visione.

Seconda Bottiglia del Calendario dell’Avvento

Cosa bere? Guardo l’unica bottiglia nel frigo e quel rosso potente che sta da alcuni giorni sul piano della cucina. Opto per il frigo. Il moscato è fresco, il dolce sotteso. Elegante davvero, anche il giorno dopo. Sorso dopo sorso la finisco, anche mangiando. Non male. Davvero buono il moscato, quello buono.

Prima bottiglia del Calendario dell’Avvento

la bella bottiglia s’imponeva sulla tavola come una cattedrale gotica nel medioevo: le guglie svettanti su casupole di paglia e fango, sulle poche case in muratura… Lei la guardava ammirata, l’ha assaggiata, gli è piaciuta e mi ha domandato, alla fine, se avrei portato via il vino avanzato. No, direi: che resti lì a svettare. Giorno uno.

Prigione di classi

Leggo che ci sono dei benemeriti che fanno lo sciopero della fame per denunciare la cattiva situazione delle carceri italiane, sovraffolate e a rischio pandemia. Concordo. Ma intanto penso alla mia scuola che ha classi con 28, 26, 24 studenti… alla faccia delle “classi pollaio” e “del distanziamento covid”

Il Gioco delle Trenta

L’idea è di Giada Codecasa, della Ca’ Nova di Bogogno. Un’idea semplice ma impegnativa che io cercherò di realizzare. L’unica difficoltà che vedo è lo spazio ed un gatto curioso; ma per il resto si fa. Soprattutto il Diario. Ecco l’idea di Giada

Bravo Oldani!

Fra le cose che mi son piaciute di più della recente presentazione della Guida Michelin ci sono: le stelle verdi sulla sostenibilità e le parole dello chef Oldani sul diritto dei cuochi a non massacrarsi di lavoro. Non un inno alla pigrizia, ma parole sensate in un mondo che sensato spesso non è: orari lunghi, lunghissimi, niente giorni liberi; lavori sottopagati; cucine stile gulag… uso di alcol e droghe per sostenersi; stress da competizione immotivata.

Bentornato Novello

Così, quando ho intercettato giorni fa, un articolo di Wine News che mi diceva due cose: a) che la manifestazione si è fatta anche quest’anno, ma in via telematica; B) che i primi tre premiati erano… ecco, quando ho letto, non ho resistito alla tentazione ed ho ordinato sulla rete sei bottiglie del primo: il Novello di Velenosi, Marche.