Addio a Zio Lalo (Iraldo Motta), il re della Baita al Quaggione

Io credo che prima o poi l’avrei incontrato di nuovo così, attaccato a un muro, tra le partecipazioni a lutto. Sapere che si chiamava Iraldo Motta mi ha fatto sorridere: Iraldo, un nome che poteva essere inventato solo in Vallestrona, dove i cognomi sono pochi e per distinguersi tra tanti bisognava ingegnarsi con nomi particolari. “Zio Lalo”, invece, era il suo nome vero, quello che tutti conoscevano.

A Villa Ponti, sulle orme degli inventori del futuro

Partecipare a un corso di aggiornamento per giornalisti può riservare sorprese inaspettate, grazie Franco Filipetto. Sorprese non soltanto per la qualità dei relatori o per l’attualità dei temi trattati, ma per i luoghi che — talvolta — fanno da cornice all’apprendimento. È stato così ad Arona, nella bella Villa Ponti, dove, fra un intervento e l’altro, siamo stati catturati dalla storia che quelle sale racchiudono e fanno intravedere.

Galaxy Grill, il gusto del fuoco a Gallarate

A pochi minuti dall’aeroporto di Malpensa, in una zona discreta di Gallarate, il Galaxy Grill si presenta come una griglieria internazionale. In realtà è molto di più: un piccolo laboratorio del gusto dove il fuoco diventa linguaggio, memoria e curiosità.

Vini Italiani ma Vitigni Francesi (l’Italia delle Guide)

Un paese di guide (e di punteggi). Ogni autunno, puntuale come la vendemmia, arriva il momento delle guide ai vini italiani. È una stagione di voti e riconoscimenti: bicchieri, grappoli, cuori, stelle e centesimi che decretano i “migliori” d’Italia. Ma cosa succede se proviamo a mettere insieme tutti i giudizi, incrociando le valutazioni di Gambero Rosso, Veronelli, AIS, Bibenda, DoctorWine, Slow Wine e Vitae? Chi emerge davvero al vertice, al di là delle singole preferenze?

Maioliche e Maiali

In Italia molti imprenditori, raggiunto il successo, comprano auto di lusso, orologi da collezione e fidanzate da vetrina. Soldi loro e goduria per chi glieli vende. Luciano Franchi, di Borgosesia, non so se comprasse cose così, ma certo lui comprava maioliche antiche, belle e rare.

Tra un calice e un pregiudizio

Si è discusso di vino però con altre “chiusure” che ho sentito anche nei confronti del vino che avevo portato e del concetto di vino vegano. Al contrario, curiosamente, un vino assai particolare, un vino “arancione” portato da un altro amico ha suscitato un certo interesse. Vegano no, Orange sì. Boh!?

Aimo Moroni: l’apostolato laico della cucina italiana

Nei giorni scorsi ci ha lasciati Aimo Moroni, figura importante della cucina italiana contemporanea, fondatore insieme a Nadia del celebre ristorante “Il Luogo di Aimo e Nadia” di Milano. La notizia della sua scomparsa mi ha riportato alla memoria un incontro che considero uno dei tanti momenti intensi della mia vita professionale: la sua visita all’Istituto Alberghiero “Erminio Maggia” di Stresa, nel maggio del 2016.

Edoardo Raspelli, cinquanta anni di critica: l’inventore severo (e contraddittorio) della gastronomia italiana

Il 10 ottobre 1975, al secondo piano di via Solferino, nel “Corriere d’Informazione” diretto da Cesare Lanza, nasceva una pagina destinata a cambiare il modo in cui gli italiani parlano di ristoranti. A firmarla era un giovane cronista di nera, Edoardo Raspelli, mandato “per ordine di servizio” a mangiare, pagare il conto e raccontare—nel bene e nel male. Da quel giorno la critica gastronomica italiana ha avuto un volto, una firma e un metodo: entrare come cliente qualsiasi, osservare tutto, dare i voti, non risparmiare le stroncature.

Gli arrosticini e la saggezza di Gabriele

Venerdì, dopo qualche mese, ho ricomprato sull’app Too Good To Go una magic box, questa del Penny Market di Gravellona Toce, e, come una specie di madeleine, ho trovato dentro una confezione di arrosticini. Guardando l’etichetta, il pensiero è corso subito al mio amico Gabriele, Gabriele Di Francesco, professore universitario.

Padella Story di Andy Luotto: tra cucina e confessione

Andy Luotto è un personaggio eclettico: attore, musicista, comico ed ora cuoco assai noto. Un artista, un uomo che ha deciso di raccontarsi anche attraverso un libro, Padella Story. Ricette e storie di un cuoco sotto le righe (Reverdito, 2013).

Fabiano Guatteri, La Cucina Milanese, ed. Hoepli

Sono nata a Milano a metà degli anni ’70 e, quando Riccardo mi ha proposto di aiutarlo a recensire dei libri di gastronomia, mi sono letteralmente fiondata sul testo di Fabiano Guatteri, attratta dal titolo, ma anche – forse – alla ricerca dei sapori della mia infanzia e adolescenza. Mi sono ricordata del primo eterno fidanzato (che non ho sposato!), la cui mamma e zia erano milanesissime: in casa si parlava solo il dialetto. Io lo capisco il milanese, ma ne parlo solo qualche parola. Che ironia: io che parlo cinque lingue non conosco il dialetto della città nella quale ho vissuto quasi metà della mia vita!
Carola Mangialardo