Io Non So, Però…
in tutta questa crisi, però, qualcuno ci ha guadagnato: visto che i ristoranti stellati Michelin sono passati dai poco più di ottanta del 1959 ai 392 di oggi
Blog di Riccardo Milan: pensieri, vino, arte, cibo, riflessioni, film, letteratura ed attualità gastronomica fra il Lago d'Orta e un poco di mondo.
in tutta questa crisi, però, qualcuno ci ha guadagnato: visto che i ristoranti stellati Michelin sono passati dai poco più di ottanta del 1959 ai 392 di oggi
Di ritorno da Bogogno a da Ca’ Nova sabato mattina mi sono fermato in una pizzeria a Briga Novarese e con sorpresa ho trovato nel menù del giorno un piatto di Penne, panna e prosciutto. Roba da anni Ottanta.
Per coloro i quali non fosse possibile recarsi a Torino nelle giornate di Terra Madre o avessero deciso di partecipare all’evento “mondiale” di Slow Food nelle altre giornate, segnaliamo degli appuntamenti molto interessanti organizzati dal Museo Archeologico di Angera e da Slow Food Verbano e Cusio
La cronaca di questi giorni desta sorpresa e suscita domande: come hanno fatto? Succederà ancora? Esploderà il mio cellulare? Oppure l’innocuo tostapane? Per me è possibile e questo pone delle domande
Essere stati a Valdengo, in occasione della presentazione del Patrimonio Culturale Immateriale è stata anche l’occasione unica per assaggiare contemporaneamente due fra le più famose “fagiolate” carnevalesche del Piemonte: quella di Santhià, uno dei Carnevali più antichi d’Italia; e di Chiavazza (frazione di Biella), carnevale dalla fagiolata segnalata dal Guinness dei Primati.
Solaris, genitivo latino “del Sole” è un romanzo di fantascienza fra i più belli mai scritti. Un futuro che indaga il presente, che oscilla fra speranza e tragedia; che intriga e piace. Davvero bello.
Ho partecipato anch’io al Progetto e lo presenterò a Torino a Terra Madre il 27 settembre. E’ stato bello, mi è piaciuto: davvero lo rifarei…
La Sfilata del Festival delle Sagre di Asti è molto di più di una sfilata di cosplay ed è cosa assai diversa da una sfilata carnevalesca. E’ più profonda. A primo acchito si potrebbe definire “emozionante”, perché suscita delle emozioni che non sempre sai o vuoi spiegare.
Mercoledì scorso a Ghemme si è tenuto l’incontro “Un valore aggiunto al territorio”. Un incontro celebrativo per ricordare i 38 anni di attività di difesa integrata nei vigneti delle Colline Novaresi e per ricordare che l’Alto Piemonte con il Gran Monferrato è Città del Vino 2024.
Teoria affascinante: il tapulone di Borgomanero avrebbe influito sulla gastronomia spagnola? Sto parlando del “picadillo”, carne trita cotta in diverse maniere oggi protagonista in tante cucine ispaniche.
Non so, questo libro mi ha lasciato un po’ perplesso. Sto parlando del libro “Le ricette perdute del ristorante Kamogawa” di Kashiwai Hisashi. Giapponese. Una storia un po’ irreale, quasi inverosimile; leggera come certi fumetti giap o come certi passaggi dei romanzi nipponici (tipo Kawabata per intenderci).
Peccato non averlo letto prima, mi verrebbe da dire. Il libro di Corrado Dottori, “Non è il Vino dell’Enologo”: è infatti una testimonianza di un fermento culturale e produttivo di dieci, quindici anni fa. Quando ci si chiedeva quali sono i limiti per definire un vino “naturale” e da lì un gran fermento di sperimentazione, scoperte, voglia di un nuovo rapporto fra terra e contadino e prodotto.