Tapulone o Picadillo?

Teoria affascinante: il tapulone di Borgomanero avrebbe influito sulla gastronomia spagnola? Sto parlando del “picadillo”, carne trita cotta in diverse maniere oggi protagonista in tante cucine ispaniche. Leggo infatti su un libro di qualche anno fa (“Per via del sale: strade, guerre, deportazioni”, Unpli Cuneo ed.), a pagine 108 – 109 che “e qui abbiamo veramente dei dati certi che scaturiscono da un documento reperito in Spagna, vicino a Saragozza, nell’archivio della città dalla quale, per maggior parte, provenivano i soldati del presidio spagnolo che in quegli anni aveva stanza a Borgomanero. Una pergamena di un atto ufficiale, sul  cui retro in penna d’oca vi è una stimolante storia e curiosità. Durante il 1577, ultima decade di febbraio perché la Pasqua di quell’anno cadeva il 7 aprile, regnando Sua Maestà Cattolica Filippo II, una compagnia spagnola di archibugieri a cavallo era di quartiere a Borgomanero, naturalmente a spese della comunità come prescrivevano le numerose e gravose grida del Ducato di Milano in fatto di alloggiamenti militari, durante il governo di don Antonio Guzman y Zuniga, marchese di Ayamonte… Comandava questa compagnia il signifer conde ispano don Antonio Olivera al quale va attribuita la vicenda citata nel documento. Un gruppo di questi soldati, rileva l’Olivera, si recava spesso all’Osteria dei Tre Re (o Osteria del Sacheto) in quello che ora è il corso Roma, a consumare, così la chiama, Carne Picada, e, dalla descrizione che fa, si tratta senz’altro del “Tapulone””.

Ok, il documento non è citato. Esiste davvero? Non so, però il sito del Comune lo da per certo: “Leggenda a parte il “tapulone” affonda le sue origini in tempi veramente remoti. Tra i documenti storici, uno risale al periodo della dominazione Spagnola (XVI secolo) e riferisce di un Comandante di guarnigione che in una delle tante osterie che allora esistevano a Borgomanero apprezzò tantissimo un succulento piatto a base di “carne picada”, carne trita, quindi il tapulone”. Alfredo Papale, storico locale, ricorda che “Sappiamo anche dalla scarsa documentazione d’archivio propria di Borgomanero che nelle osterie locali la guarnigione spagnola di archibugieri a cavallo di stanza nella seconda metà del Cinquecento mangiava carne picada con vino e che negli inventari delle famiglie borgomaneresi, dal Medioevo all’Ottocento, figurava spesso un’asse per tapulare. Infatti picar la carne para hacer picadillo riporta al gustoso piatto della cucina ispanica”.

Quasi pronto per la grande “tapulonata” nelle vie di Borgomanero (No)

Dunque causa o effetto? Agli spagnoli piaceva il piatto perché ricordava il loro? E ne decretarono il successo? Oppure, una volta tornati a casa, portarono questa moda con sè? Teoria affascinante, ma priva di prove e poi, davvero: la carne macinata o sminuzzata è stata inventata? O è sempre esistita ovunque? Ovunque e da sempre direi… qua e là ha dato vita a piatti simili ma diversi…

Visite: 290

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *