Una mostra a Varese che illumina il Lago d’Orta
C’è un modo profondo di conoscere un artista: ricostruire il percorso, le svolte, le ragioni intime. La mostra dedicata ad Antonio Calderara alla Fondazione Marcello Morandini è decisamente così. Per chi ama il Lago d’Orta, Calderara non è un nome qualsiasi. La sua casa-studio di Vacciago di Ameno, oggi Fondazione Antonio e Carmela Calderara, è un luogo che tutti dovrebbero visitare almeno una volta. Quasi un dovere civico per chi abita quelle rive. Piccola, raccolta, intensissima, la fondazione conserva non solo le sue opere ma anche la collezione di artisti amici, testimoni di una comunità internazionale che sul lago trovava un punto di incontro, uno scambio continuo di idee, opere e sensibilità. I quadri dedicati al Lago d’Orta restituiscono una luce che chi lo vive ogni giorno riconosce immediatamente: non la luce turistica dell’estate affollata, ma quella dell’autunno, del silenzio, dei giorni in cui la bellezza è sospesa e quasi privata. In quelle superfici c’è una magia trattenuta, una spiritualità laica della visione. Eppure la mostra di Varese aggiunge qualcosa che nella casa-museo non si coglie con la stessa chiarezza: la narrazione del percorso.
Dal figurativo che si dissolve alla luce assoluta
Calderara nasce figurativo. Ma è un figurativo già inquieto, già in trasformazione. Nelle sue prime opere si percepisce un legame con la tradizione italiana del primo Novecento (Casorati, De Pisis…), ma soprattutto si avverte come la forma cominci presto a perdere peso, a rarefarsi, a “trascolorare” verso qualcosa di più essenziale. La mostra rende evidente questo passaggio. Non c’è rottura, non c’è manifesto, non c’è gesto clamoroso. C’è piuttosto una lenta sottrazione:
- lo spazio si semplifica
- la materia si alleggerisce
- la luce diventa struttura.
L’astrazione non arriva come negazione del reale, ma come sua estrema conseguenza. È come se Calderara avesse progressivamente capito che il vero soggetto non era il paesaggio, ma la luce che lo rende possibile.
Piero della Francesca e la disciplina della luce
Una delle intuizioni più illuminanti offerte dal percorso espositivo riguarda la radice profonda di questa idea di luce. Non è solo lago, non è solo modernità, non è solo arte concreta. Il riferimento implicito ma chiarissimo è a Piero della Francesca. In Calderara la luce non è atmosferica né impressionistica: è costruzione mentale, misura, equilibrio. Proprio come in Piero. Anche la scelta di dipingere spesso su tavola, con un uso controllato e calibrato dell’olio, crea un ponte ideale con quella tradizione tardo-medievale e umanistica in cui la pittura è disciplina geometrica, silenzio, proporzione. Non si tratta di citazione stilistica, ma di continuità spirituale. La sua astrazione, così rigorosa e apparentemente minimale, affonda in realtà le radici in una tradizione antica: la luce come ordine del mondo.
L’uomo dietro l’artista
Un altro elemento che rende la mostra varesina particolarmente significativa è il materiale documentario: video, scritti, testimonianze. Grazie a questo apparato si entra nell’intimità dell’uomo. Il passaggio all’astrazione non appare più come una scelta teorica o una semplice adesione ai linguaggi dell’arte concreta europea, ma come una necessità interiore. Una ricerca quasi spirituale. Un processo di sottrazione che riguarda tanto la pittura quanto la vita. La luce diventa esercizio, dialogo, essenzialità, misticismo laico.
La Fondazione Morandini: una scoperta nella scoperta
La visita è stata anche l’occasione per scoprire la Fondazione Marcello Morandini, dedicata a Marcello Morandini, artista varesino di fama internazionale e protagonista dell’arte concreta. La sede, una villa storica nel centro di Varese, restaurata con grande cura, è uno spazio elegante e curiosamente adatta alla ricerca geometrica che ospita.
🕐 Orari di visita
Fondazione Marcello Morandini (Varese):
- Giovedì: 15:00–18:00
- Venerdì, Sabato, Domenica: 10:00–13:00 e 14:00–18:00
(chiuso lunedì, martedì e mercoledì) - 👉 https://www.fondazionemarcellomorandini.com/
Visitare la Fondazione Calderara
Fondazione Antonio e Carmela Calderara a Vacciago di Ameno, sul Lago d’Orta, è solitamente aperta con orari stagionali che possono variare nel corso dell’anno. Gli orari indicativi sono:
- Mercoledì–Venerdì: 15:00–19:00
- Sabato e Domenica: 10:00–12:00 e 15:00–19:00
(chiuso il lunedì) - 👉 https://www.fondazionecalderara.it/
Consigliamo di verificare sempre i contatti ufficiali prima di organizzare la visita per confermare orari e possibili aperture straordinarie.