Aimo Moroni: l’apostolato laico della cucina italiana

Nei giorni scorsi ci ha lasciati Aimo Moroni, figura importante della cucina italiana contemporanea, fondatore insieme a Nadia del celebre ristorante “Il Luogo di Aimo e Nadia” di Milano. La notizia della sua scomparsa mi ha riportato alla memoria un incontro che considero uno dei tanti momenti intensi della mia vita professionale: la sua visita all’Istituto Alberghiero “Erminio Maggia” di Stresa, nel maggio del 2016.

Edoardo Raspelli, cinquanta anni di critica: l’inventore severo (e contraddittorio) della gastronomia italiana

Il 10 ottobre 1975, al secondo piano di via Solferino, nel “Corriere d’Informazione” diretto da Cesare Lanza, nasceva una pagina destinata a cambiare il modo in cui gli italiani parlano di ristoranti. A firmarla era un giovane cronista di nera, Edoardo Raspelli, mandato “per ordine di servizio” a mangiare, pagare il conto e raccontare—nel bene e nel male. Da quel giorno la critica gastronomica italiana ha avuto un volto, una firma e un metodo: entrare come cliente qualsiasi, osservare tutto, dare i voti, non risparmiare le stroncature.

Gli arrosticini e la saggezza di Gabriele

Venerdì, dopo qualche mese, ho ricomprato sull’app Too Good To Go una magic box, questa del Penny Market di Gravellona Toce, e, come una specie di madeleine, ho trovato dentro una confezione di arrosticini. Guardando l’etichetta, il pensiero è corso subito al mio amico Gabriele, Gabriele Di Francesco, professore universitario.

Padella Story di Andy Luotto: tra cucina e confessione

Andy Luotto è un personaggio eclettico: attore, musicista, comico ed ora cuoco assai noto. Un artista, un uomo che ha deciso di raccontarsi anche attraverso un libro, Padella Story. Ricette e storie di un cuoco sotto le righe (Reverdito, 2013).

Fabiano Guatteri, La Cucina Milanese, ed. Hoepli

Sono nata a Milano a metà degli anni ’70 e, quando Riccardo mi ha proposto di aiutarlo a recensire dei libri di gastronomia, mi sono letteralmente fiondata sul testo di Fabiano Guatteri, attratta dal titolo, ma anche – forse – alla ricerca dei sapori della mia infanzia e adolescenza. Mi sono ricordata del primo eterno fidanzato (che non ho sposato!), la cui mamma e zia erano milanesissime: in casa si parlava solo il dialetto. Io lo capisco il milanese, ma ne parlo solo qualche parola. Che ironia: io che parlo cinque lingue non conosco il dialetto della città nella quale ho vissuto quasi metà della mia vita!
Carola Mangialardo

Pizza, sushi e il grande assente: le verdure

Ho fatto un piccolo test di conoscenza sul cibo nelle mie due prime classi dell’indirizzo enogastronomico. Quattordici anni, appena usciti dalle medie, curiosi e spiazzanti come sempre. Dieci domande semplici, le prime due quasi banali: qual è il tuo cibo preferito? e quale non ti piace?

Ipnotico Tanzio

Se andate a Varallo dovete assolutamente fermarvi alla Pinacoteca. Io ci sono stato e vi assicuro che è una visita che vale ogni centesimo dei dieci euro del biglietto. Anzi, basterebbero due cose a giustificare da sole il viaggio: i due straordinari Davide con la testa di Golia di Tanzio da Varallo e il pavimento ligneo di una delle sale, che da solo sembra raccontare secoli di storia.

Le Betulle sotto la Pioggia

Siamo arrivati ieri durante una serata inglese, Fausto, Speedy, Carola ed io, per festeggiare anche in parte il mio compleanno. Pioveva e il locale ci ha accolto con grande gentilezza e professionalità, nonostante il nostro atteggiamento non sempre, come dire, in linea.

Tra cime e colline: il Mondial des Vins Extrêmes 2025 premia il coraggio del vino

Il Mondial des Vins Extrêmes 2025 ha avuto due anime: quella alpina della Valle d’Aosta, patria del Cervim e simbolo della viticoltura eroica, e quella dolce e temperata dell’Umbria, che a Torgiano ha accolto la giuria internazionale. È proprio tra queste due Italie del vino – l’una verticale e scoscesa, l’altra collinare e ospitale – che il concorso ha trovato la sua dimensione: un abbraccio tra Nord e Centro, tra paesaggi estremi e terre di equilibrio.

Cucina magica delle Dolomiti di Helene Markhart

Il titolo scelto da Helene Markhart, Cucina magica delle Dolomiti, evoca subito immagini di incantesimi e leggende di montagna. In realtà, la “magia” a cui l’autrice si riferisce non ha nulla di fiabesco, ma nasce dal legame profondo con un territorio unico, le Dolomiti, che da millenni condizionano la vita e la cultura di chi le abita.