Ho fatto un piccolo test di conoscenza sul cibo nelle mie due prime classi dell’indirizzo enogastronomico. Quattordici anni, appena usciti dalle medie, curiosi e spiazzanti come sempre. Dieci domande semplici, le prime due quasi banali: qual è il tuo cibo preferito? e quale non ti piace?
Sembrano domande ingenue, e invece sono forse le più rivelatrici.
A stravincere, ovviamente, è stata la pizza. Margherita al primo posto, seguita a ruota dalla versione con le patatine fritte sopra – un classico da adolescenti, che fa storcere il naso ai puristi ma sembra rappresentare un pezzo di identità generazionale. Senza maionese, comunque, come hanno sottolineato.
A sorpresa, subito dietro la pizza compare il sushi. Un dato che racconta più di tante analisi sociologiche: in una provincia italiana di studenti quattordicenni, metà di quelli che amano la pizza mettono il sushi al secondo posto. Globalizzazione, social media, TikTok e ristoranti “all you can eat” hanno fatto centro.
La pasta al pomodoro resta indietro, un po’ sconfitta dalla sorella carbonara, che nei questionari appare scritta così, da sola, senza “pasta”: come se fosse ormai un’entità autonoma. Spunta perfino la lasagna, che non si trova quasi più nei menù quotidiani, ma che per i ragazzi conserva un fascino antico. Poi l’universo dei casi singoli: parmigiana, focaccia alle cipolle, polenta, tiramisù, piadine, cacio e pepe, risotto giallo, pizzoccheri, fino a un piatto peruviano.
Fin qui, tutto abbastanza normale. Ma le cose si fanno davvero interessanti con l’altra domanda: cosa non ti piace?
In cima alla classifica, senza rivali, troviamo le melanzane e i finocchi. Seguono a ruota i funghi (un classico che divide), i cavolfiori, le carote bollite, le cipolle, il pomodoro crudo (!?), le olive, i peperoni. E ancora zucchine, spinaci, broccoli, verze, carciofi. Insomma: un plotone di verdure massacrato senza pietà. Qualcuno se la prende con i formaggi troppo forti, due ragazzi confessano di odiare il gorgonzola (comprensibile), altri puntano il dito contro piatti specifici: la minestra, la pasta al ragù, i tortellini in brodo. C’è perfino chi cita il cibo della mensa delle elementari, categoria a parte, che si meriterebbe un saggio a sé.
Il quadro che emerge è chiaro: se questo piccolo campione fosse il mondo intero, i produttori di ortaggi avrebbero davvero un problema.
E i dati nazionali ed europei confermano la percezione di classe: secondo l’indagine HBSC 2021-22, in Italia solo il 38% degli adolescenti dichiara di consumare frutta o verdura “quasi tutti i giorni”. Tra i 15enni la percentuale cala ancora. La sorveglianza PASSI segnala che, anche tra gli adulti, più della metà si ferma a 1-2 porzioni al giorno, lontani dalle cinque raccomandate dall’OMS.
Gli studiosi ci dicono che il basso consumo di frutta e verdura dipende da una combinazione di fattori: il gusto (non amano l’amaro), la disponibilità in casa, le abitudini familiari, il reddito, la percezione del beneficio. Un recente studio sugli universitari italiani ha trovato persino che chi è più “avverso al rischio” tende a mangiare più frutta e verdura. Come dire: prudenza a tavola e prudenza nella vita.
Certo, resta l’evidenza che a 14 anni il piatto preferito è la pizza con le patatine e quello meno amato i finocchi. Un po’ lo capisco: i finocchi crudi non hanno la stessa forza narrativa di una pizza che fila mozzarella o di un nigiri di salmone da fotografare per Instagram. Ma se guardo i questionari uno accanto all’altro, mi viene da pensare che il problema del basso consumo di verdure sia davvero più ampio: un mix di età, cultura e modo in cui le verdure vengono presentate.
Dieta sballata, forse. O forse semplicemente il racconto di una generazione che mangia come vive: visiva e social. Con la pizza in mano, il sushi nel piatto e le verdure dimenticate nell’orto.
Appendice – Cos’è PASSI, cos’è HBSC
- PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) è il sistema di sorveglianza che dal 2006 monitora in modo continuo gli stili di vita della popolazione adulta (18-69 anni). Voluto dal Ministero della Salute e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, coinvolge le ASL, che ogni mese intervistano un campione di cittadini su fumo, alcol, alimentazione, attività fisica e altri comportamenti a rischio.
- HBSC (Health Behaviour in School-aged Children) è uno studio internazionale, promosso dall’OMS Europa ogni quattro anni, che raccoglie dati su salute, benessere e abitudini di vita dei ragazzi di 11, 13 e 15 anni (in Italia anche 17). La raccolta 2021-22, coordinata dall’ISS con la collaborazione delle Università di Torino, Siena e Padova, ha coinvolto quasi 90.000 adolescenti italiani, offrendo un quadro prezioso sul loro rapporto con il cibo, la salute e lo stile di vita.
📊 Tre numeri secchi
- Solo 1 adolescente su 3 in Italia mangia frutta ogni giorno.
- Solo 1 adulto su 2 arriva a due porzioni quotidiane di frutta e verdura.
- L’OMS raccomanda almeno 5 porzioni al giorno.