Allappante Wine&Foodzine di Riccardo Milan: vino, cibo, riflessioni, letteratura ed attualità gastronomica fra il Lago d'Orta e (un poco di) mondo.

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Erbe Vaganti nel Cusio

La grande mostra itinerante Herbarium vagans si sposta – come vuole la sua natura – e inaugura sul lago d’Orta. Partecipano artisti contemporanei italiani e stranieri che, insieme ai pittori botanici di Floraviva, hanno disegnato un’erba officinale che cresce tra Alpi e Prealpi.

Dal 13 settembre all’11 ottobre la mostra sarà visitabile a Orta San Giulio, Ameno e Miasino. In un momento così complesso come quello che stiamo vivendo, la voglia è quella di continuare a fare cultura cercando soluzioni intelligenti, anche in tempi di Covid . Le opere di Herbarium vagans sono esposte all’esterno su grandi pannelli: sono sempre accessibili e si possono vedere quando e come si vuole nei centri storici dei tre paesi coinvolti, tra lago e montagna.

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Il Significato delle Parole

Ecco, dovremmo accordarci sul significato delle parole. Cosa significa infatti la parola “trattoria”. Me lo chiedo spesso e penso che non ci sia una risposta: è come un brano di una poesia, un giorno di pioggia, una casa nel bosco… è pura polisemia.

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Vecchi a chi?

Jacopo mi chiede di accompagnarlo ad assaggiare dei vini e mi ritrovo ad ascoltare la storia di una cantina dormiente il cui patron oggi scomparso selezionava uve pugliesi di negroamaro, le vinificava con grande attenzione e conservava i vini in grandi vasche di cemento (tornato oggi di moda); realizzava blend o vendeva annate assai lontane agli appassionati che, in tanti, lo seguivano.

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#insiemealristorante

Io l’ho detto subito: chi può ora vada al ristorante, al bar, nei negozi… Chi ha i soldi aiuti chi li ha persi. Sia generoso. Metta su un chilo con l’ottimo cibo, il buon vino, le birre artigianali, l’olio vero, formaggi dei pastori… insomma, spenda con cervello ed aiuti. Condivido...

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Intendiamoci

Ecco, invece, anche la Treccani se n’è accorta. Le Osterie oggi sono locali di tono. Me ne sto accorgendo anch’io, frequentando locali come Carlo e Tina Osteria di Maggiora (No) in cui della mia idea c’è solo il richiamo alla tradizione dei piatti proposti. Una tradizione curiosa, mix di Toscana e Piemonte, visto la duplice origine dei giovani gestori (conosciutisi a Parma, ad Alma).

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Chi di Ironia Ferisce, di Errori Perisce

Sono forse uno Sputatore (no, ahimé), oppure un Teatrale (no, no davvero!), un Viniverista (no, neppure), un Selvaggio (anche se qualche volta ho un poco sbandato), no no neppure sono uno di Quellicheodianolais (anzi stima)… mentre mi addentro nella lettura di personaggi umani (17 ne ha descritti), ironia, sarcasmo e sfottò senza paura… ecco, mentre un po’ mi arrabbio per chi si permette di giudicare, di classificare una passione (ma chi è costui?). Ecco che nel capitolo Acetati spuntare un errore di quelli che divertono: “Gli Acetati sono una branchia staccatasi dai Viniveristi”. Ecco, una “branchia” e non correttamente “branca”. Un errore classico.

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Le Migliori Pizze Take Away

Io concordo, pur avendo solo assaggiato la pizza take away di Alessandria (un piccolo locale, dove se vuoi mangiare in loco strapuntini, piatti in plastica, frigo con bevande da asporto…). Una bella Guida e buone pizze. Vediamo: “per la sua quarta edizione 50 Top Pizza, la guida on-line delle migliori pizzerie italiane e del mondo, presenta una grande novità: la classifica de Le 20 Migliori Pizze in Viaggio in Italia – da taglio e asporto – 2020. Tutti quei locali dunque frequentati per un consumo di tipo veloce e specializzati nei servizi di take away e delivery, al contempo capaci di offrire un livello qualitativo altissimo”. Bella novità, dunque. Al primo posto di questa nuova classifica c’è Gabriele Bonci con il suo Pizzarium (Roma), leader della pizza in teglia. Secondo Oliva Pizzamore di Acri (CS), del pizzaiolo Antonio Oliva, punto di riferimento della Calabria. Terzo Sancho, insegna storica di Fiumicino (RM) gestita da Franco Di Lelio e la sua famiglia.

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Mezzomerico Acrostic Blues

A chi percorre la strada fra Suno e Mezzomerico per la prima volta. Dieci e più anni dopo che la percorsi io per la prima volta. Dovrebbe a loro il paese di Mezzomerico apparire più vivo e vivace rispetto a quello che apparve a me. Il paese era allora silenzioso e poco frequentato, in abbandono quasi. Ora è più vivo e vivace. Più belle le colline, i vigneti curati. I prati falciati e nuove aziende vitivinicole fanno capolino fra i campi. Ecco allora ricordi che una volta c’era solo lei. Tutti a chiedere cosa avesse spinto una coppia di benestanti milanesi a spostarsi lì e ad aprire un’azienda vitivinicola. Roccolo, il “Rocco di Mezzomerico” si chiamava e si chiama l’azienda che per prima fece rifiorire le

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Agosto del 1248

Trovo sulla rete, ma su un sito degno di nota perché voce di un’associazione vera (anche se un po’ negletta negli ultimi tempi): la Chaîne des Rôtisseurs Association Mondiale de la Gastronomie Bailliage nazionale d’Italia, questo aneddoto storico: “Ci riferisce il cronista francescano dell’epoca Fra Salimbene da Parma: presso il convento dei Frati Minori di Sens dov’era Ministro Generale Giovanni da Parma, nel corso del Capitolo Generale dei Francescani, a Re Luigi IX di Francia viene offerto il seguente menù in occasione del suo passaggio, prima di imbarcarsi ad Aigues-Mortes per la Crociata in Terra Santa.

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Congiunto a Chi?

Ecco, i mondi paralleli esistono! Ha ragione la fisica quantistica… strani pensieri mi passavano per la testa ieri mattina all’assemblea delle Pro Loco del Piemonte, mentre ascoltavo il tecnico, docente universitario a contratto, c spiegava alle Pro Loco che devono comportarsi “come i ristoranti”. Cioè prendere nota del nome e del telefono, distanziare e -soprattutto- farsi firmare una dichiarazione che si è a tavola “con congiunti”. Maddai!

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Wine Rock

Radici del Sud è anche Radici.WineRock, una piattaforma digitale che permetterà di partecipare all’evento anche in modalità virtuale. Il 15esimo appuntamento con i vini e gli oli del Sud Italia, in programma dal 18 al 23 novembre 2020 al castello di Sannicandro di Bari (BA), si svilupperà infatti anche attraverso questo portale. Lì saranno ospitati webinar, degustazioni e meeting online con i viticoltori. La stessa piattaforma disporrà anche di un e-commerce, dove sarà possibile acquistare direttamente tutti i vini partecipanti alla manifestazione. Bello? Sì, ma meglio esserci di persona, direi.

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Sempre Bello

Sempre bello tornare alle Cantine Garrone di Oira di Crevoladossola (Vb): il luogo è ben tenuto, tradizionale ma moderno, il vino è buono, assai diverso dal vecchio vino ossolano aspro e magro di anni fa. Sì, asprezza ce ne è ancora un poco, ma è una caratteristica piacevole che chiama fomaggi e salumi e pane nero di segale…

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Una Bella Strada

Nel vicino novarese le strade panoramiche sono poche. Una di queste è quella che unisce i comuni di Suno (No) e Mezzomerico (No). Fatela in auto, in bicicletta, a piedi (attenti, però), in motocicletta. Non è molto lunga ma è molto varia: vigneti, campi di mais, colline, prati, boschi, casette per gli attrezzi qua e là -nuove o abbandonate-, una grossa pietra erratica (la preja da scalavé, da scivolare per gioco e per antichi riti di fertilità), un osservatorio astronomico, aziende agricole moderne ed antiche, fiori e piante, verdura e frutta vendute a chilometro zero.

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Colpa dell’Europa…

Ci mancava anche questa fra i mantra della politica. Il consigliere (o assessore?) regionale che ieri era a Suno (No) per portare i suoi ed altrui saluti alla Giornata della Viticultura ha affermato “che è colpa dell’Europa” se ora abbiamo la popilla japonica. Cioé quel malefico coleottero asiatico che sta infestando le campagne a partire dalla Malpensa. Colpa dell’Europa? Un mantra senza senso che si usa ovunque, facendo finta di non sapere (o non sapere proprio) che la UE non ha competenze sulle frontiere dei singoli stati.

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Bramaterra, Nuova Frontiera

L’Alto Piemonte è la nuova frontiera del vino piemontese: cambiamenti climatici, vecchie tradizioni abbandonate, basso costo del terreno, vini dotati di freschezza, bouquet ricchi, longevità… Noto assai il gattinara docg; poi di fama segue il ghemme docg; rinato il boca doc; stentano ancora il fara doc e il sizzano doc; lessona evanescente; e il bramaterra ancora semiconosciuto.
Però tutto si muove, tanti piccoli segnali in pochi giorni: il dj milanese che compra vigneti, il giovane che riscopre le vigne del nonno, la nuova azienda vinicola che presenta il suo bramaterra doc sul Lago Maggiore: La Psigula di Curino (Bi). Tessere di un mosaico che diventerà certo un’opera complessa, ricca e bella.

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L’Orecchino di Mio Figlio

Per i suoi diciotto anni mio figlio ha voluto l’orecchino. Come d’altra parte lo misi io (per poi togliermelo poco dopo, sia detto) alla sua età, forse un po’ prima. Io, negli anni Ottanta, pagai 4mila lire e lui, giorni fa, 10 euro. Se paragonati così scandalizzano: io due euro e lui dieci! Se però calcolate una svalutazione media anche del 6/7 per cento annuo (ma io pagavo un mutuo negli anni Novanta del 13% annuo), lui ha pagato meno di me. E con i soldi risparmiati grazie all’euro e alla sua stabilità, può mangiarsi una pizza (e anche una birra essendo maggiorenne). Auguri Filippo!