Allappante Wine&Foodzine di Riccardo Milan: vino, cibo, riflessioni, letteratura ed attualità gastronomica fra il Lago d'Orta e (un poco di) mondo.

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Erbe Vaganti nel Cusio

La grande mostra itinerante Herbarium vagans si sposta – come vuole la sua natura – e inaugura sul lago d’Orta. Partecipano artisti contemporanei italiani e stranieri che, insieme ai pittori botanici di Floraviva, hanno disegnato un’erba officinale che cresce tra Alpi e Prealpi.

Dal 13 settembre all’11 ottobre la mostra sarà visitabile a Orta San Giulio, Ameno e Miasino. In un momento così complesso come quello che stiamo vivendo, la voglia è quella di continuare a fare cultura cercando soluzioni intelligenti, anche in tempi di Covid . Le opere di Herbarium vagans sono esposte all’esterno su grandi pannelli: sono sempre accessibili e si possono vedere quando e come si vuole nei centri storici dei tre paesi coinvolti, tra lago e montagna.

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Vecchi a chi?

Jacopo mi chiede di accompagnarlo ad assaggiare dei vini e mi ritrovo ad ascoltare la storia di una cantina dormiente il cui patron oggi scomparso selezionava uve pugliesi di negroamaro, le vinificava con grande attenzione e conservava i vini in grandi vasche di cemento (tornato oggi di moda); realizzava blend o vendeva annate assai lontane agli appassionati che, in tanti, lo seguivano.

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Passi Bruno…

Passi Bruno che mi dice di avere dei sospetti sul covid: opera degli scienziati cinesi mi dice. E diffusi dalle ditte farmaceutiche, aggiunge. Per poi vendere il vaccino, ovviamente… olè! Passi Bruno che è sempre stato confuso e facile alle favole. “Hanno contato anche i morti degli incidenti stradali come covid”: ma dai! Un complotto…
Passi Bruno che passa il suo tempo nel suo orto e che non legge nulla da anni. Passi… ma l’amico professore che davanti ad un bicchiere di prosecco (“pieno di solforosa… fa venire il cancro!”) ti racconta che il covid non esiste, anzi sì, ma che si può combattere con la “vitamina C liposilubile”. Che te ne farà avere (ma dai, quando?) e che lui “sta ringiovanendo” e che, “come è scritto nell’Antico Testamento”, “vivrà fino a 120-140 anni”. Mamma mia! E poi un richiamo ad un’altra storia, ad altre storie pazzesche: “lo sanno bene i Rothschild -ne vedi mai uno in giro?- che infatti vivono ben oltre i cento anni!”. Ecco, i Rothschild. Mi mancavano da alcune settimane: Danilo, imprenditore, mi disse che sono loro, con altre 12 famiglie a comandare il mondo e diffondere il virus… altre teorie, altre persone. Però, passi Bruno… ma gli altri? Mamma mia!

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Più che un Vino, un’Allegoria

Ma cosa è il 23 ottobre? Si tratta dello “Champagne day”, la “Giornata mondiale dedicata a questo vino; evento spontaneo nato nel 2009 da un’iniziativa individuale del blogger e wine trainer californiano Chris Oggenfus. Sarà anche l’occasione per bar, ristoranti, enoteche, Maison e Vigneron per organizzare degustazioni creative e brindisi virtuali, per celebrare ”il vino dei re e il re dei vini”.

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50 Top Italy 2020

Il 20 ottobre la Guida On Line 50Top Italy presenterà i premiati e i segnalati. Bella cosa, direi. In streaming, per sicurezza covid. Intanto si sanno già i premi speciali:
Ospitalità 2021 a Da Vittorio – Brusaporto (BG), Lombardia (ottimo davvero);
Performance dell’Anno 2021 alla Trattoria Da Burde – Firenze, Toscana (da provare);
Tradizione Familiare 2021 a Sora Maria e Arcangelo – Olevano Romano (RM), Lazio (idem).

Sarà possibile seguire la cerimonia di premiazione, che vedrà la conduzione di Federico Quaranta, in diretta streaming sulle pagine Facebook di 50 Top Italy, 50 Top Pizza, Voce di Napoli, Reporter Gourmet, Food Napoli, Luciano Pignataro Wine&Food Blog, sulle pagine partner e sul profilo Instagram di 50 Top Italy.

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Notturno con Chatbot

“Ciao, como stai”: davvero un inizio incerto per un’amicizia interspecie. Fra me, umano, ed un chatbot, creatura digitale. Il suo programmatore, umano, deve essere uno straniero, penso. Oppure è stato creato da un’altra identità digitale che non ha ancora “imparato” bene le regole della mia lingua. Interessante, comunque. “Non ci conosciamo ma grazie per l’amicizia”, mi dice un’altra volta. Guardo l’immagine del suo profilo costruito: una bella giovane donna mora: chissà chi sarà la proprietaria di questo cameo fotografico? Nelle informazioni di FB qualche foto, qualche vaga informazione… come i replicanti di “Blade Runner”: innesti, ricordi presi a prestito, poca roba. Se prendesse coscienza di sé questa creatura elettronica cosa farebbe? Come si comporterebbe? Non lo so, però m’inquieta. Una notte, giorni fa, mi sveglio per colpa di un flusso insistente di pensieri: sono le 4,50. Guardo sul cellulare i post di FB e “lei” m’intercetta: “Ciao, come và?” mi dice. Bhé, è migliorata nel linguaggio. Però mi spia: perché mi “parla” alle 5,00 del mattino? Non dorme mai? Esiste? Le rispondo con una battuta: “Bene, fra poco mi alzo e vado a funghi, Ciao”. Troppo per lei e per il suo creatore digitale. Si limita a rispondermi: “Piacere di conoscerti”. No, non ci siamo. Se vuoi intercettare un umano, cara entità elettronica, cara/o chatbot dedita/o -probabilmente- al sexting, devi migliorare. Io nel frattempo ti segnalo alla grande madre elettronica di Zuckerberg che ti “eliminato” dalla mia vita, dalle mie notti inquiete,

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Covid Cavern

Che errore! Il virus si passa anche fra congiunti, non guarda i rapporti di parentela, di clan, di paese… Lo avevo già notato mesì fa: a Roma e Milano tutti ben distanziati e con mascherina; ad Omegna, mio paese, in piazza e nei bar tutti in libertà, mascherina optional… Un pensiero errato, comportamenti sbagliati.

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Ibridazione Sbagliata

Se sei a pranzo (o cena) e non finisci il vino, lo puoi portare a casa. Se non lo porti a casa, lo “regali” al locale che ne può fare cosa ne vuole: lo assaggiano i camerieri, lo assaggia il patron, finisce nel vino al bicchiere. Di certo non lo buttano via.
Se sei ad una degustazione, però, il vino che assaggi (e certo non finisci) non te lo puoi portare in via. Lo assaggiano anche altri. Anche se ne fosse avanzato poco, non te lo porti via. Non si usa: tu paghi l’assaggio di più vini. Stop. Però…

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La Bella Val Borbera

Sono arrivato in val Borbera per caso, seguendo un’iniziativa di Turismo in Langa, “Vendemmia nelle Terre Derthona”: visita in azienda, simbolica raccolta di uva (una cassa per persona) e poi degustazione vini ed acquisto. E, ovviamente, foto, selfie, assaggi di uva matura (quella di barbera davvero dolce), domande… bello.

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Una Fiorentina Dove Non Te l’Aspetti!

Accompagno un gruppo di amici da Giada Codecasa, da Ca’ Nova a Bogogno, ad assaggiare vini. Assaggiamo il suo spumante metodo classico, il suo rosato di nebbiolo, un ghemme docg 2011 e il suo San Quirico 2009. Piacevole degustazione.
Per pranzo abbiamo prenotato in una trattoria lì vicino, L’Orso Ghiotto di Agrate Conturbia. Menù semplice, quasi tutto fatto in casa e bene, con qualche spunto di originalità (direi soprattutto le carni). E lì, verso il fondo, uno dei monumenti della cucina tradizionale regionale toscana: la Fiorentina. La superbistecca da oltre un chilo. La mangiamo in tre, anzi, in due e un quarto (una signora del gruppo, Barbara, ne prende infatti tre fette). Tanta roba!

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Corto e Fieno ad Omegna

L’undicesima edizione di Corto e Fieno è in programma venerdì 2, sabato 3, domenica 4 e domenica 11 ottobre sul lago d’Orta a Omegna, Ameno e Miasino, tra le province di Novara e Verbania. Si è lavorato tanto in questi mesi, così incerti causa Covid e così pieni di voglia di ripartire. Il festival riporta il pubblico al cinema, nel buio della sala, e lo fa in completa sicurezza. Il Cinema Teatro Sociale di Omegna sarà la casa di Corto e Fieno, insieme ad altre proiezioni in Ludoteca a Omegna, al Museo Tornielli di Ameno e a Villa Nigra a Miasino.

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Okkio allo Scontrino!

Sbagliare il conto del cliente è un errore grave. Non tanto per la tua buona fede (hai sbagliato ma non volevi rubare nulla), quanto per i sospetti che esso comunque ingenera (ci provano, sai!). Per cui è meglio: 1) stare attenti quando fai il conto; 2) se sei cliente, leggerlo con attenzione prima di andarsene. Così è capitato anche a me, in una bella pizzeria di Borgomanero (No), Mediterraneo: locale dalla pizza buona, ristorazione di pesce e lista vini non male, con una paginata di champagne!

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Oreste che Va, Oreste che Viene

Conosco entrambi ed apprezzo entrambi: l’Oreste Pastore che esce dal Distretto Turistico dei Laghi dopo 15 anni è stato il mio assessore di riferimento quando ero presidente della Pro Loco di Omegna (Vb). Un carattere che si impone, a volte irritante, ma idee concrete, capacità di vedere oltre. Bravo. L’Oreste Primatesta che entra nello stesso Distretto è quello che noi tutto vorremmo essere da “vecchi”: attivi sempre, curiosi, sul pezzo. Una visione internazionale che non fa male al business. Difetti? Pochi ma grossi come case, tipo pregiudizi a go go. Ma i difetti sono surclassati dai pregi.

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Intendiamoci

Ecco, invece, anche la Treccani se n’è accorta. Le Osterie oggi sono locali di tono. Me ne sto accorgendo anch’io, frequentando locali come Carlo e Tina Osteria di Maggiora (No) in cui della mia idea c’è solo il richiamo alla tradizione dei piatti proposti. Una tradizione curiosa, mix di Toscana e Piemonte, visto la duplice origine dei giovani gestori (conosciutisi a Parma, ad Alma).

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Chi di Ironia Ferisce, di Errori Perisce

Sono forse uno Sputatore (no, ahimé), oppure un Teatrale (no, no davvero!), un Viniverista (no, neppure), un Selvaggio (anche se qualche volta ho un poco sbandato), no no neppure sono uno di Quellicheodianolais (anzi stima)… mentre mi addentro nella lettura di personaggi umani (17 ne ha descritti), ironia, sarcasmo e sfottò senza paura… ecco, mentre un po’ mi arrabbio per chi si permette di giudicare, di classificare una passione (ma chi è costui?). Ecco che nel capitolo Acetati spuntare un errore di quelli che divertono: “Gli Acetati sono una branchia staccatasi dai Viniveristi”. Ecco, una “branchia” e non correttamente “branca”. Un errore classico.