Un Bersò da Tutelare
Confesso di averci fatto solo una merenda: salumi, formaggi, qualche pasticcino salato, ottimi vini… tanta simpatia. Ma il bersò storico di questa vecchia locanda merita una citazione
Blog di Riccardo Milan: pensieri, vino, arte, cibo, riflessioni, film, letteratura ed attualità gastronomica fra il Lago d'Orta e un poco di mondo.
Confesso di averci fatto solo una merenda: salumi, formaggi, qualche pasticcino salato, ottimi vini… tanta simpatia. Ma il bersò storico di questa vecchia locanda merita una citazione
Quando passo, mi fermo volentieri: il formaggio è buono, il nome improponibile ed hanno un maiale domestico che si muove in cortile (ed è molto simpatico)
Si mangia bene a Il Risottino di Bracchio di Mergozzo (Vb). Risotto soprattutto, ovviamente; ma anche qualcosa di cucina, di salumi e di formaggi selezionati. Buona scelta di vini e birre artigianali. Il vecchio circolo è stato rivestito e vestito con scritte e un arredo che riutlizza in modo creativo gli spazi, i vecchi mobili e gli oggetti.
Secondo me Napoli non esiste, cioè esiste una città un po’ marginale rispetto alla modernità, una lunga storia e un oggi con mille problemi, da dove molti se ne vanno (vedi le curve demografiche); ed esiste un’altra città, immaginata, raccontata, bella e poetica come una delle città invisibili di Calvino.
Nelle classi a fine anno scolastico si trova un po’ di tutto. Mi piace entrarci, prima che i bidelli le sigillino per l’anno scolastico che verrà. Faccio lo spigolatore di piccole cose, perché non vengano buttate via; ma faccio soprattutto conoscenza con alcuni giovani, stupidi e viziati come molti adulti. E’ infatti un piccolo trattato di sociologia.
Ecco, sono davanti allo scaffale degli oli e cerco un olio dop o, almeno, igp. Dunque… eccone uno biologico, uno delicato, uno italiano, uno in offerta… in alto a destra un olio incartato in pellicola d’oro: l’unico olio dop di un supermercato neanche male. Non un discount, non una catena straniera… Eppure di oli dop davvero pochi. Anzi, uno solo.
Realizzare un piatto utilizzando le tecniche per fare un parfait, un semifreddo, per essicare un alimento, per caramellizzare lo zucchero. Lo chef Matteo Piana finisce con un dolce fantasmagorico con caramello salato, crumble di mandorle ed amaretti, chips di patate viola.
La morte ci aspetta, non ci cerca: “Sbagli, t’inganni, ti sbagli… Io non ti guardavo con malignità, era solamente uno sguardo stupito, cosa ci facevi l’altro ieri là? T’aspettavo qui per oggi a Samarcanda, eri lontanissimo due giorni fa, ho temuto che per ascoltar la banda non facessi in tempo ad arrivare qua”. Oh oh cavallo!
Compro la smart box (tutto smart in questo periodo) di Divinea dedicata al barolo docg, in collaborazione con Città dl Vino, ed assaggio, ascolto a lezione on line, conosco i protagonisti della serata: Diego a Damiano Barale, Virna Borgogno, Brezza Giacomo e Figli dal 1885, Cascina Boschetti Gomba e Fratelli Serio & Battista Borgogno.
Una volta avevamo una casa, una casa sul Lago. Con amici. Molti anni fa. Sembra un sogno. Facevamo feste, si beveva molto e si amoreggiava molto: musica, alcol, chiacchiere, sigarette una dopo l’altra… Chissà cosa mangiavamo? Non ricordo nulla… Capitava di frequentare qualche fanciulla
Sono seduto sulla poltrona delle mia vicina di casa e guardo il fuoco ardere in questa fredda primavera. La mia vicina è vecchia, ma si tiene; ha paura di morire ed ha ancora velleità. Guardo il bollitore ed i tanti oggetti nella piccola cucina. Sono vivi, perché sono suoi. Di ognuno potrebbe raccontarne la storia.
Il punto 3 del Decalogo Sociologico di Emergenza Covid dice “La complessità del reale non riducibile: l’unico modo per affrontarla al meglio e condividerne i “pesi”, tutti insieme”. E sono parole che si adattano bene all’attualità. Riaprire i ristoranti o meno? I malati costano di più o di meno degli impoveriti?
Ringrazio Gabriele Di Francesco, amico e professore universitario, per avermi invitato allo zoom di presentazione del libro realizzato con gli studenti del suo corso universitario. Il libro si intitola “NARRAZIONI DI PANDEMIA Esperienze soggettive e dimensioni sociali”. Lo sto leggendo e magari ci scriverò un pezzullo. Intanto una prima perla nelle prime pagine: un decalogo sociologico d’emergenza covid. Una lettura rilassante ed interessante. Ve la propongo per intera, citando l’autore ovviamente. Io non ho tale luciditàdi pensiero.O forse sì, se mi riconosco?