Ricordi Alcolici

Una volta avevamo una casa, una casa sul Lago. Con amici. Molti anni fa. Sembra un sogno. Facevamo feste, si beveva molto e si amoreggiava molto: musica, alcol, chiacchiere, sigarette una dopo l’altra… Chissà cosa mangiavamo? Non ricordo nulla… Capitava di frequentare qualche fanciulla che si fermava per la notte, senza in realtà conoscerla molto: “con chi è arrivata?”, “di chi è amica”… Più che vino, si esagerava con superalcolici e gli effetti erano liberatori per tutti.

Se penso a quei mesi, tutto è confuso dagli anni e, credo, dall’alcol. Ho vaghi ricordi, spesso inutili: un pezzo di mobile, le mie lunghe gambe sulla moquette, le scarpe di tela, l’odore della vecchia casa sul Lago. Le ragazze che ho incontrato non le ricordo. Un vago senso di piacevolezza, semmai.

Quadro di Sergio Bonfantini

Chissà cosa ricordano loro? In che tempo sono? Furono incontri che aiutarono a costruire qualcosa di positivo dentro di sé? Io cosa potrei dire? Non so, ma il ricordo, il fondo del ricordo è piacevole. Dice il poeta: “Tu non ricordi; altro tempo frastorna / la tua memoria; un filo s’addipana.” Ecco, s’addipana ed io non ricordo “lo sciame dei tuoi pensieri / e vi sostò irrequieto”.

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