Categoria: Vini

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Trasformers

Esempio mirabile di come un vitigno tradizionale, anche un po’ negletto, può essere trasformato in altro. Buono.

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Il Sabato a Che Bolle

Ci sarò anch’io a Che Bolle a Castelletto, in quel grande bar un po’ vegetariano e un po’ biologico che si vede fin dalla strada. Io sarò lì a presentare i vini de La Camelia d’Oro

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Simpatica Vicara

Vino o scheletrino? Ma che fare del mio bottino? Se un bicchierino non regalerò cadaverino presto diventerò

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Strani Souvenir

Sabato scorso al Sapeg un signore anziano con cui avevo parlato di vino il pomeriggio precedente, mi ha portato in regalo una bottiglia di vino, vuota. Un bottiglione, in realtà. Un bottiglione americano che lui custodiva da “trent’anni”. Testimonianza di un’antica inciviltà enoica americana.

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Paul Balke: “blend è meglio!

la mia preferenza e di creare un vino con vitigni fortemente piemontesi. Perche ho anche l’intenzione di dimostrare che si può fare qualcosa veramente buono, solo ed unicamente con vitigni originari del Piemonte

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Superare il Vino

Nella mia scuola si insegna l’abbinamento cibo-vino, con grandi abilità. Così come fanno anche nella ristorazione: cibo e vino. Ma se uno non volesse bere vino?

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Il Mistero di Sanvino e Piazza 8 Marzo

Ad un certo punto della storia abbiamo sbagliato i conti ed abbiamo perso per strada un anno. Sarà stato l’alcol o la nostra giovanile goliardia, ma così è stato. Le edizioni di Sanvino sono state 14 e noi ne abbiamo segnate tredici, ripetendo l’undicesima edizione due volte. Ce ne accorgiamo solo ora, che tutto è finito. 

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Mottarone come Kabul

Il tendone del Wine Festival sembrava però un ospedale da campo, a Kabul come idea: su un terreno di sabbia, sassi e terra… polvere che si alzava ad ogni passo e l’incedere attento per non metter il piede in fallo su un sasso.
Il Festival era sì bello; i vini proposti di buon livello (vedi, per esempio, le sperimentazioni spumantistiche di Paolo Ferri), ma quel piazzale abbandonato e dimenticato mi ha fatto venire in mente la leggerezza che ha causato la morte di tante persone.

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Studio, Passione ed Impegno

Mentre mangio il lavarello in carpione (buono buono) e la frittura di pesce d’acqua dolce (ottima ottima) e le patatine fritte (banali ed industriali), mi trastullo con la bottiglia di vino rosato che ho ordinato: il rosato Testa Rusa di Edoardo Patrone, produttore ossolano, nord nord Piemonte. La signora davanti a me dice: “che buono! Dove lo fanno?”. Non rispondo subito e penso che anni fa i vini ossolani si bevevano “tenendosi al tavolo”

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Fiori e Vino

Le tre camelie: la Alba, la Rosea e la Rubra sono tre vini commercializzati dall’Azienda Agricola La Camelia d’Oro – Orsola Poggi di Oggebbio, sul Lago Maggiore. Sul Maggiore fanno fiori e piante, ortaggi e frutti; sul Lago di Garda, invece, grazie ad un terreno arrivato per asse ereditario, fanno tre vini lacustri che vendono negli stessi canali utilizzati per vendere frutta, verdura e fiori.

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Sopra Palinuro

M’intercetta in vacanza Paul Balke e m’invita ad andare con lui a visitare un’azienda vinicola del Cilento. C’incontriamo usando Google Map ad Agropoli e da lì, in mezzo ad una bella natura e percorrendo una strada saliscendi, curveecontrocurve… arriviamo sopra Palinuro, azienda Albamarina; sotto, lontano, brilla il mare; siamo sopra, nel comune di Centola. Qui, con un poco di pathos (“passerà l’auto in questa strada?), qualche tentennamento (“prendiamo l’altra strada”), alla fine arriviamo all’azienda romita.

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Donne

Non la conosco, ma mi fa piacere che anche nel mondo dei produttori alternativi: piccole, ardite realtà…faccia capolino una donna. Anche se la sorpresa è forse solo mia che appartengo al secolo scorso. Lei si chiama Matilde Poggi e l’associazione che guiderà è la della Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, acronimo Cevi. Organizzazione che riunisce e rappresenta i Vignaioli indipendenti europei, facendosi portavoce davanti alle istituzioni comunitarie delle istanze delle Federazioni che ne fanno parte. Dopo sei anni come vicepresidente Matilde Poggi, Presidente in carica della FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, succede al francese Thomas Montagne

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Vino in Villa (romana)

Carina questa notizia: una Cantina che è anche museo. Archeo-Enologia! Leggo che il 10 luglio scorso, la cantina Feudo Antico ha inaugurato la nuova sede. Ma è una sede particolare: sorge infatti nel sito archeologico di una villa romana di epoca imperiale scoperta nel 2013, durante i lavori di preparazione del suolo per i primi reimpianti di Pecorino. L’iniziativa vede nascere dunque una sede-museo per la valorizzazione e protezione di questi antichi reperti.