Il Misterioso Prosecco Millesimato

La mia allegra “scampagnata” fra gli scaffali della GDO, dagli hard ai supermercati di alta gamma, mi ha confuso assai le idee: ci sono prosecchi di ogni tipo e di ogni prezzo. La parola “prosecco” non indica dunque un vino ben determinato, ma una famiglia di prodotti anche assai diversi ed anche tenuamente legati fra di loro. Due docg, piccole ma non troppo; ed un’enorme doc corrispondente a quasi tutto il Triveneto (che va dalla collina al mare, sia detto, con climi e terreni assai diversi); poi si passa da uve glera alle uve Verdiso, dalla bianchetta trevigiana alla perera, dalla glera lunga allo chardonnay, dal pinot bianco al pinot grigio e financo al pinot nero (però vinificato in bianco); poi il “prosecco” può essere vinificato metodo charmat, ma anche metodo classico (cioè in bottiglia), frizzante e pure rifermentato in bottiglia senza aggiunta di zuccheri (metodo ancestrale); e poi i vini possono essere più o meno “dolci”: dal pas dosèe all’amabile in relazione agli zuccheri aggiunti; e poi possono essere o bianchi o rosè. insomma, la sensazione è la stessa che si prova con il gin tonic, quando vai nei locali “giusti” in cui ti chiedono quale gin vuoi e quale acqua tonica! Cioè, prima di ordinare, devi studiare un tomo. Tipo esame universitario… lasciamo stare…

In questo universo-mondo fatto più per aiutare chi produce che chi consuma, si aggiunge il magico “millesimato”. Dizione copiata pari pari dallo Champagne, ma con intenti più pervertiti (a mio parere). Seguitemi: in Francia la parola “millésimée” indica “vini di una sola e unica annata e non comporta quindi vini di riserva. La decisione di millesimare un vino viene presa quando la vendemmia è stata eccezionale. Gli Champagne millesimati sono noti per essere vini di grande carattere. (fonte https://www.champagne.fr/)”. Tutto ok? Forse. Io non so chi prenda la decisione, credo i produttori stessi e dunque sono loro, forse, a scegliere quale annata è stata “eccezionale”. Forse. Ma certo è che leggendo nei tre disciplinari del Prosecco si trova un po’ di tutto, ma nessun accenno a parole come “qualità”, “annata eccezionale” o similari. Per il prosecco doc “nella designazione del vino «Prosecco» spumante, qualora si riporti il termine millesimato, a condizione che il prodotto sia ottenuto con almeno l’85% del vino dell’annata di riferimento, è obbligatorio riportare in etichettatura l’anno di produzione delle uve”. Per l’Asolo docg “nella designazione del vino spumante è consentito riportare il termine millesimato, seguito dall’anno di raccolta delle uve. La menzione “millesimato” non è utilizzabile per la tipologia “Asolo Prosecco “ o “Asolo” accompagnata dalla menzione “sui lieviti”.”. Infine, per il Conegliano Valdobbiadene docg: “nella designazione del vino spumante è consentito riportare il termine millesimato, purché il prodotto sia ottenuto con almeno l’85% del vino dell’annata di riferimento, che va indicata in etichetta”.

Avete letto? Non si fa menzione né all’annata né alla qualità. Il produttore sceglie e “millesima” il suo vino. Sul sito della Valdo, famosa e blasonata cantina, si legge che “di solito si sceglie di produrre un vino o spumante millesimato solo quando ci si trova di fronte ad annate eccezionali, quando le uve per resa e qualità ne giustificano la produzione. Nel mondo del Prosecco occorre fare una precisazione in più. Essendo il Prosecco un vino giovane che viene spumantizzato con il metodo Martinotti-Charmat, ossia con una seconda fermentazione di breve durata in autoclave di acciaio, il Prosecco è molto spesso un vino prodotto con uve della stessa annata”. Ualà, una menzione inutile dunque?

Leggo sul sito proseccoandcartizze infatti che “la dicitura millesimato non costituisce la garanzia di un prodotto di qualità superiore, ma piuttosto di una maggiore cura da parte del produttore che riserverà le sue uve migliori alla produzione del millesimato…”. Il vino migliore, dunque? Non proprio: “Teniamo però presente che, in generale, la qualità non viene compromessa sulle altre tipologie di prosecco, come ad esempio il Prosecco Brut, però la produzione del millesimato ha una vinificazione più complessa perché il vino non può essere corretto con taglio di vini da annate differenti. Perché costa di più il Prosecco Millesimato? Questa maggior attenzione alla selezione delle uve destinate al millesimato, unita alla cura con la quale si lavora sia in cantina che in vigna per la produzione di questa tipologia, rende il prodotto più di pregio tale da giustificarne un valore economico più elevato”. Prodotto come tutti gli altri vini, viene da dire. Il Sito poi fa uno scivolone che a giudicare dalle prove e dai disciplinari è un errore: “il metodo che viene utilizzato per la produzione del millesimato è il Metodo Classico, che prevede la rifermentazione in bottiglia sui lieviti. Vengono aggiunte al vino base una miscela di zuccheri e lieviti, dopo di che si procede con l’imbottigliamento e la rifermentazione in bottiglia”. Per concludere infine con un “ricordiamoci comunque che una delle caratteristiche fondamentali del Prosecco è proprio quella di essere prodotto con uve dell’ultima annata, quindi, di fatto, è sempre millesimato”.

E che serve dirlo allora? Nulla, solo per confondere ulteriormente il consumatore.

Da abolire.

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