Minerale, non Acqua
Quando cammino o vado in macchina e vedo le bottigliette di acqua minerale abbandonate per strada, a volte mezze piene; ogni volta, mi faccio sempre una domanda: ma questi incivili lo sanno cos’è l’acqua minerale?
Blog di Riccardo Milan: pensieri, vino, arte, cibo, riflessioni, film, letteratura ed attualità gastronomica fra il Lago d'Orta e un poco di mondo.
Quando cammino o vado in macchina e vedo le bottigliette di acqua minerale abbandonate per strada, a volte mezze piene; ogni volta, mi faccio sempre una domanda: ma questi incivili lo sanno cos’è l’acqua minerale?
Ho provato a cercare nelle tasche della borsa, in ogni tasca ed ho trovato circa 60, 70 centesimi: non sufficienti per pagare il caffè. Ho dovuto così pagare col bancomat, scusandomi. Sì, scusandomi perché mi sono sentito un po’ scemo. Come avrebbe detto Salvini qualche anno fa, sono stato “un rompipalle” a pagare il caffè con il bancomat.
Mi è piace la canzone di Themorbelli, “Postcard”, dedicata alla sua città, Acqui Terme (Al). Con un linguaggio allusivo, poetico, ha espresso rabbia, disagio, dispiacere verso una città incapace di progettarsi e di sognare un futuro.
Laura beve ogni mattina un mezzo limone spremuto. Dice che questo tende a basificare il suo corpo, altrimenti acido, e fa dunque bene. Insomma che la fa vivere meglio e in salute.
Oggi passando di fianco a un muro listato a lutto, ho visto che è morto Silvano. Sono anni che non lo vedevo.
Io lo ricordo poco: insegnavo nella coeva Scuola Alberghiera Mellerio Rosmini e lui era da anni a Domodossola legato al Liceo ed era un mito. Ho visto la Mostra a lui dedicata ed ora non vedo l’ora di assaggiare le caramelle a lui ispirate. Scambiai con lui tre o quattro battute e mi sembrò un po’ ruvido e duro nei giudizi. Non arrogante, però assai scostante.
Ieri sera sono andato a mangiare in una pizzeria chiamata Al Cantuccio. Ci sono andato apposta perché fanno una pizza piena di ingredienti chiamata con lo stesso nome del locale ed io la volevo assaggiare.
Fra l’imbarazzato e il divertito, ho sfogliato il menù e in effetti gli svarioni tanti, fra cui un signor Cinghiale che possiede il ragù…
In queste vacanze di Natale ho letto anche due Gialli ambientati nelle zone dove vivo: il primo si intitola “La Cacciatrice di Fantasmi”, autrice Maria Elisa Gualandris, nota giornalista locale; il secondo, “Il Convento sull’Isola”, di un per me sconosciuto Marco Polillo.
Quando capita di svegliarmi presto il mattino, tipo alle tre e mezza, alle quattro, alle cinque (dopo le 6 per me è normale); quando mi sveglio presto la mattina mi sento un po’ come il vino nelle annate siccitose
Una volta Andrea mi fece notare che alcuni tipi di vino hanno un’etichetta in cui è più facile riconoscere il nome del produttore rispetto alla tipologia. Non è infatti importante bere quella tipologia di vino, è importante “bere” il produttore.
Matteo Barolo lascia la sua enoteca (Enoteca Da Barolo ad Omegna in via Cavallotti) e la lascia per seguire la sua vera natura: curiosa, errabonda, quantica…