Posare

Una volta Andrea mi fece notare che alcuni tipi di vino hanno un’etichetta in cui è più facile riconoscere il nome del produttore rispetto alla tipologia. Non è infatti importante bere quella tipologia di vino, è importante “bere” il produttore. Mi fece i nomi di Gaja, di Gravner… le loro sono bottiglie facilmente identificabili dai vicini di tavolo o da chi passa semplicemente per andare al suo di tavolo. Un modo come un altro per dire agli altri: “guarda che io posso e forse tu no”. Mi è tornata in mente questa discussione, l’altro ieri quando sono andato in un outlet per vedere le svendite e mi sono accorto che vendevano anche cose di bassa qualità o comunque di basso costo a prezzi comunque alti per chi guadagna meno di duemila euro al mese. Una maglietta 44 euro, una camicia 120- 110, un paio di canzoni 80. I prezzi erano direttamente proporzionali rispetto alla griffe ma erano del resto quasi tutti incredibilmente griffati. Paradossalmente: meno costoso era l’oggetto, tipo la t-shirt, più il logo era evidente. Non è importante il prodotto in sé, viene da pensare, ma l’etichetta, come per i vini di Andrea. Non ho scelto quel vino perché si abbina bene, perché mi piace, perché mi ricorda una vacanza, un viaggio…  perché piace alla mia donna. No, l’ho scelto per far vedere agli altri che io sono ricco o presunto tale. Io mi metto addosso questa maglietta. Io l’ho pagata €50 e un ricco avrebbe potuto pagarla anche 110-120 euro. Ma comunque tutti e due abbiamo pagato troppo per quello che è il suo valore intrinseco, ma voglio dimostrare, posare.

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