Io, Rompipalle

È successo anche a me o forse sono io il primo a cui è successo. Vediamo: sono andato a bere un caffè in un bar e lì ho scoperto di non avere soldi. No, non soldi in senso assoluto, ma di non avere cartamoneta, soldi in metallo, denaro contante. Ho provato a cercare nelle tasche della borsa, in ogni tasca ed ho trovato circa 60, 70 centesimi: non sufficienti per pagare il caffè. Ho dovuto così pagare col bancomat, scusandomi. Sì, scusandomi perché mi sono sentito un po’ scemo. Come avrebbe detto Salvini qualche anno fa, sono stato “un rompipalle” a pagare il caffè con il bancomat. Però così è stato. Ma perché succede questo? Perché è comodo, perché faccio la spesa al supermercato, perché la benzina la faccio al distributore automatico, perché ogni tanto compro su Amazon o su altri siti online, perché non è più facile trovare un bancomat vicino. Ce ne sono sempre meno e spesso in posti dove c’è un’area pedonale, in un centro commerciale… insomma, ti rompi e usi la carta, anzi il cellulare su cui l’hai caricata. Però mi scuso ancora, ma non mi sento un rompipalle. 

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