Nuvola Bianca
Prima di Natale me ne aveva parlato Romina di Slow Food (e non solo), mostrandomi anche una foto eloquente: la fila sotto i portici di via Po, a Torino, di persone in attesa di poter acquistare la Nuvola Bianca di Ghigo: quasi fosse un nuovo telefonino o un nuovo orologio. Una fila vera, composta, paziente. Perché la Nuvola non si prenota: si aspetta e si paga (oltre i 40 euro al chilo). Un meccanismo ormai familiare per chi conosce certi dolci iconici torinesi – penso alla brioche a forma di Mole Antonelliana, alla brioche cubica e ad altre creazioni simbolo – dove il desiderio passa anche dall’attesa e dalla disponibilità a pagare il giusto prezzo per un’esperienza particolare.