Alla ricerca del vero Berliner

Ieri, dopo averlo cercato a lungo — perché a Berlino ormai domina ovunque il kebab – sono finalmente riuscito ad assaggiare il famoso dolce tipico berlinese, il Berliner Pfannkuchen o Berliner. Un dolce tedesco costituito da un impasto di farina, latte, burro, zucchero, uova, lievito di birra, sale, scorza di limone o vaniglia; marmellata per il ripieno (di solito ribes rosso, fragola o albicocca); il tutto fritto in grasso o olio, senza buco centrale. Mentre lo mangiavo, il mio collega Cosimo mi ha raccontato la curiosa leggenda metropolitana legata al presidente John F. Kennedy.

Ed ecco il currywurst vegano!

Ieri sera ho assaggiato per la prima volta un currywurst vegano. È successo da Frittenwerk, una grande friggitoria berlinese che vive della sua missione dichiarata: portare le patatine fritte a dignità di piatto principale. Una sorta di regno delle patate, rumoroso, affollato e “profumato”, così tanto che il profumo me lo sono portato via addosso, come un souvenir oleoso.

Le Stelle del Nord

Alla fine aveva ragione lui. Lo chef patron de L’Atelier di Domodossola lo aveva dato per certo qualche giorno prima della cerimonia. Ma non era preveggenza: era semplice conoscenza. E infatti la serata Michelin 2025 gli ha dato ragione: L’Atelier ha mantenuto la sua stella, confermandosi l’unico ristorante stellato del Verbano-Cusio-Ossola in un’annata tutt’altro che semplice per il territorio, che ha visto uscire di scena uno storico protagonista come Piccolo Lago, rimasto senza stelle.

Un bretzel per caso

Ieri, durante la pausa a scuola, io e il collega Cosimo siamo scesi al solito supermercato naturale-vegano-biologico-biodinamico — quel microcosmo in cui ogni scaffale sembra…

Dal Cusio al mondo: la mia vita dietro al bancone tra passione, accoglienza e volontariato

Ciao, sono Pilih CINO Pescia, un ragazzo cresciuto nel cuore del Cusio, dove ho mosso i primi passi nel mondo della ristorazione. Dopo essermi diplomato nel 2000 come tecnico dei servizi ristorativi all’Istituto E. Maggia di Stresa, con un voto di 90/100, ho intrapreso un percorso che mi ha portato in Italia e all’estero, lavorando in vari settori legati all’ospitalità: cuoco, cameriere, animatore in villaggi turistici, arredatore d’interni, tecnico per centri congressi, e infine, dal 2014, bartender.

Il mio primo Currywurst

Kreuzberg, Berlino. Ieri sera, in un locale popolare del quartiere, ho assaggiato il mio primo currywurst: versione bio, patatine croccanti fuori e morbide dentro, piccola insalata d’ordinanza. Totale: 12,60 euro. Le birre alla spina da mezzo litro? 4,90 euro l’una. Una cena semplice, veloce, senza fronzoli: proprio ciò che promette il piatto berlinese per eccellenza.

Döner Kebab a Berlino, dove tutto è cominciato

Durante il viaggio che sto facendo a Berlino, ho assaggiato un Döner Kebab proprio nel cuore della città, in Alexanderplatz, uno dei punti più frequentati dal turismo internazionale. L’ho pagato 7,50 euro: un prezzo alto che però, a conti fatti, ci sta tutto. In una zona così centrale e affollata è un po’ come ordinare un cappuccino a Piazza Navona a Roma o un caffè in Piazza Duomo a Milano: la posizione fa lievitare il conto, ma fa parte dell’esperienza. Anche perché è Berlino la città che lo ha lanciato nel Mondo!

La marmotta nel piatto

Ogni volta che vado in montagna qualcuno mi racconta che sì, una volta, la marmotta si mangiava ed era anche buona (dicono). Io non l’ho mai assaggiata ma ho sempre trovato qualcuno che, tanto tempo prima, l’ha mangiata. Vero? Non so. Io ascolto. Ora però ho scoperto che vicino a me, in Svizzera ed anche in Austria (un poco più lontano invero) si può mangiare. Proveremo. Intanto però fioccano le polemiche…

Quattro Barbere, quattro anime del Piemonte

Un po’ del Piemonte vitivinicolo si ritrova domani sera, calice alla mano, a Casale Corte Cerro, per una serata tutta dedicata alla Barbera, regina delle colline e protagonista assoluta della tavola. Il ristorante Da Cicin, in collaborazione con l’enoteca Le Baccanti, propone una cena-degustazione che è un viaggio sensoriale tra quattro territori e quattro interpretazioni di un unico vitigno, capace di esprimere infinite sfumature.

Incontro a Taste Alto Piemonte

Ieri, alla manifestazione Taste Alto Piemonte a Stresa – un bella manifestazione e ben condotta, sia detto per inciso -, ho incontrato Francesca Bovassi, che mi ha raccontato una storia bella di giovinezza, di impresa e di viticoltura a Oleggio Grande (Novara). Francesca dice di essere l’unica produttrice di vino operativa in quel paese (credo abbia ragione), ancora fortemente agricolo, e ci ha anticipato di stare per aprire un agriturismo (questo è certo) nella cascina dove si trova l’azienda.

Una Cascina

Ripensando a quegli anni, mi è tornata alla mente una cascina. Una cascina vera, non metaforica: Cascina Spiotta, in località Arzello, nel comune di Melazzo, provincia di Alessandria. Un posto di colline, di boschi e di vigne, dove il rumore più forte, in tempi normali, è quello dei trattori o del vento fra i filari. E invece, nel giugno del 1975, risuonò il crepitio dei mitra: lì morì Mara Cagol, compagna di Renato Curcio, e si concluse il capitolo del sequestro di Vittorio Vallarino Gancia, imprenditore del vino. In quello scontro caddero anche due carabinieri, tra cui l’appuntato Giovanni D’Alfonso, che aveva tentato di impedire la fuga dei terroristi.

ENZOFRANZAFOTOGRAFO

Mi sono svegliato nella notte, forse per colpa di quel caffè preso troppo tardi ieri sera. Scorrendo la rete ho scoperto che Enzo Franza, fotografo di Omegna, è morto. Mi dispiace molto.

Anche il Nord Piemonte si prepara al Bagna Cauda Day 2025

Sta per tornare uno degli appuntamenti più amati dell’autunno piemontese: il Bagna Cauda Day, l’evento che ogni anno raduna appassionati e curiosi intorno al fojòt fumante della più iconica tra le ricette regionali. Promosso dall’associazione Astigiani APS, il Bagna Cauda Day 2025 si terrà nei weekend 21-22-23 e 28-29-30 novembre, con centinaia di locali aderenti in tutto il Piemonte (e anche oltre).