La Terra Trema 2025

Quest’anno La Terra Trema non è tornata dove l’ho conosciuta: non più al Leoncavallo di MIlano, sgomberato mesi fa, ma alla SOS Fornace di Rho, un capannone autogestito incastonato nella zona industriale della periferia: un’area non abbandonata, ma certo dimenticata, sporca, distratta, come lo sono tanti margini urbani d’Italia. Ed è qui che, il 29 e 30 novembre, la fiera feroce di vini, cibi e pensieri critici ha trovato casa e – almeno per quest’anno- rendendo la periferia centro.

Almeno per quest’anno, perché La Fornace è uno spazio da difendere. Così come è da difendere la Terra Trema. Gli organizzatori l’avevano annunciato già da mesi: quella del 2025 sarebbe stata un’edizione “nomade e in urgenza”. Dopo lo sgombero del Leoncavallo, la manifestazione si è mossa in cerca di un luogo che ne condividesse spirito e radici. La Fornace, minacciata anch’essa di sgombero, è sembrata non solo un riparo, ma un atto di coerenza.

Ci sono stato solo il sabato e la prima cosa che mi ha colpito è stata la quantità di persone. Tantissima gente: file costanti davanti agli espositori, calici ovunque, stand pieni dall’inizio alla fine. E soprattutto un pubblico vario: giovani e meno giovani, donne di ogni età, tante persone provenienti da contesti diversi, etnie diverse, stili diversi.

Il mio momento più intenso è stata la masterclass del sabato pomeriggio, condotta con cinque produttori giovani. Un confronto serrato sullo stato attuale del vino in Italia e in Europa, che ha toccato diversi punti cruciali: crisi dei grandi produttori, definizione di vino naturale, prezzo sorgente, produzione artigianale. La sala era gremita, attenta, partecipe. Lauren ha preso contatti per portarne qualcuno a Verbania.

Girando tra gli stand, la sensazione era sempre la stessa: tanta umanità e zero divismo. Produttori disponibili a raccontare tutto. Cibi artigianali che parlavano di territori. Un’atmosfera di condivisione intelligente nascosta da capelli rasta, anelli, tatuaggi, orecchini, vestiti originali; ma sempre intelligente.

La SOS Fornace è uno spazio vivo ma fragile, circondato da zone industriali che raccontano un’Italia egoista ed individualista. In mezzo a questo scenario si apre un luogo che produce cultura, relazioni, comunità. Questa edizione 2025 ha mostrato che La Terra Trema non è un marchio e non è un semplice evento. È una comunità in movimento. E un po’ ci siamo mossi e ci muoveremo anche noi

La Terra Trema 2025 è stata bella. Bello lo spazio, bella la gente, bello lo spirito. Una fiera feroce che resiste e che mette in scena un’idea di società, di agricoltura, di convivenza possibile. A me è piaciuta.

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