L’Erbaluce Ritrovato

L’ho presa per caso: era in frigo da mesi e non mi ricordo quando l’ho messa. In frigo ho sempre due o tre bottiglie pronte per l’uso. È una prassi. Quando però è arrivata a tavola ho capito che era una bottiglia particolare. Era un Erbaluce DOCG 2018 Giacometto Bruno, in quel di Caluso. Un ottimo vino che mi ha fatto ricordare molte cose. L’avevo comprata durante una magica escursione enoica in quella zona, insieme a Madda, Francesca e Fabio, uno di quei giri spensierati che si fanno. In quel caso senza immaginare che, poche settimane dopo, il mondo sarebbe entrato in una lunga parentesi fatta di chiusure, distanze e immobilità forzata a causa del Covid.

Di quel viaggio ricordo ogni particolare: le cantine, gli acquisti, il pranzo… quell’Erbaluce 2018 aveva profumi fini, minerali, vegetali, eleganti. Nessuna stanchezza, nessuna nota ossidata. Ottimo. In bocca era asciutto, fresco, lungo, con una dolcezza appena percettibile bilanciata dalla freschezza. Un vino vivo, sorprendente, integro. Un promemoria spontaneo: “non sono solo i francesi a fare grandi bianchi da invecchiamento”.
L’ha confermato anche Roberto, che di solito beve “vinelli facili”: persino lui si è zittito un attimo dopo il primo sorso, per poi dire solo: “Ottimo.”

Che ditta è la Giacometto? Poco più di una cascina in trasformazione. L’impatto non premia: oggetti e strumenti nel cortile, spazi zeppi, locali vecchi e locali nuovi… Ma vini ottimi! L’azienda ha origine negli anni ’20 del Novecento. Il primo imbottigliamento importante risale al 1962; poco dopo la versione passita di Erbaluce ottenne la DOC.

Tra i vini prodotti: oltre all’Erbaluce di Caluso DOCG — fermo, spumante metodo classico, passito — anche un rosato, un Canavese DOC Nebbiolo e altri rossi in quantità minore. Le uve sono soggette a una “pre-criomacerazione”, che aiuta a preservare profumi freschi e fruttati, aumentare equilibrio e longevità e ridurre l’uso di solfiti. Fermentazione naturale con lieviti indigeni, affinamento in vasche di acciaio con contatto sulle fecce fini e batonnage in cantina.

I vigneti si trovano su colline moreniche, zone dal suolo ricco di minerali, con buona esposizione e un clima che favorisce acidità, sapidità e mineralità: caratteristiche che si ritrovano nel vino.

Caratteristiche che ho ritrovato nella mia bottiglia del 2018, purtroppo l’ultima. Ma per averne altre, devo fare un’altra uscita enoica. Per rivivere tutto.

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