Dopo i Muschi, i Licheni
Dopo il muschio trovato su un menù dei JRE, ecco il corso sui licheni del Giardino Botanico di Oropa, che voglio seguire; ci spiegheranno certo…
Blog di Riccardo Milan: pensieri, vino, arte, cibo, riflessioni, film, letteratura ed attualità gastronomica fra il Lago d'Orta e un poco di mondo.
Dopo il muschio trovato su un menù dei JRE, ecco il corso sui licheni del Giardino Botanico di Oropa, che voglio seguire; ci spiegheranno certo…
Curiosa iniziativa del ristorante La Nostra Osteria di Bogogno (No): ha organizzato una cena anni Ottanta con abbigliamento in stile annesso. Bello. Io negli anni Ottanta c’ero, ma ho ricordi confusi, in cui anni e decenni si sovrappongono.
Mio padre preferiva lo strudel, ma essendo lui veneto di origine lo rispettava assai. Io non lo amo particolarmente, ma condivido la stima paterna. Così anch’io festeggerò il Tiramisù Day, o meglio: la Giornata Internazionale del Tiramisù, del 21 marzo prossimo. Anche per dimenticare il 21 marzo 2020 che tanto dolore mi ha portato.
Può essere una bella scusa per visitare la Val Vigezzo (un consiglio: lasciate l’auto a Druogno e percorrete il sentiero nella pineta). Sabato prossimo, 19 marzo, la Casa del Profumo di Santa Maria Maggiore organizza una giornata didattica aperta a tutti. Alle ore 15.30, presso la serra della Casa del Profumo Feminis-Farina, ci sarà l’avvio del corso di profumeria a cura di Marco Maffei, fondatore di Atelier Fragranze Milano, partner della Casa del Profumo fin dalla sua nascita
Tu eri alta ed io sono alto. Così ci prendevano in giro dicendo che avremmo dovuto fidanzarci. “E’ la tua donna ideale!”, “Ho visto quella alta, la tua fidanzata”… Così via. E quando ci vedevamo un po’ ci giocavamo su anche noi. Tu meno, però. Dicevi che non ero il tuo “tipo” e ridevi. E ridevo anch’io.
Daylight / In bad dreams / In a cool world / Full of cruel things / Hang tight / All you / Nothing like a big bad bridge / To go burnin’ through
Lungo la strada ho intercettato almeno tre ristoranti cinogiappo con clienti a vista strada e poi qualche kebap in più. In uno mi sono fermato e mentre mangiavo un saporito panino sono entrate alcune persone.ad ordinare: erano caucasici bianchi e di favella italica. Non sembravano essere infastiditi dagli extracomunitari dietro il bancone. Gli stessi, forse, sono invece infastiditi dagli sbarchi di clandestini e reclamano a g
Dopo averlo mangiato, mi sono reso conto che si trattava di una “insalata calda”. Cioè di un piatto che servito tiepido o freddo andava bene lo stesso. Me lo avevano però spacciato come “risotto”
Sì, lo confesso: non avrei mai pensato di poter essere vittima di una truffa. Mi considero intelligente anche se non scaltro, informato anche se non esperto… insomma: gli altri forse, ma io no. Eppure sono stato truffato.
Fra le altre cose, un po’ di chili di spezie: anni di regali, di acquisti compulsivi, di souvenir di viaggio… perché ne avesse così tante non lo so: non mi ricordo i suoi piatti come speziati.
Noi che eravamo lì un po’ per lavoro e un po’ per diletto non lo sopportavamo più. Così, appena allontanatosi bofonchiando chissà cosa, gli abbiamo fatto sparire una scatola di bicchieri che poi abbiamo imboscato in uno sgabuzzino (che ce ne facevamo di bicchieri impestati di tanta stupidaggine?… magari è contagiosa)