Si muoveva ingombrante nelle sale di un centro congressi sul Lago di Como, sparando idiozie su noi italiani stupidi, mentre lui -svizzero!?- sì che la sapeva lunga… fastidioso come una mosca. Noi che eravamo lì un po’ per lavoro e un po’ per diletto non lo sopportavamo più. Così, appena allontanatosi bofonchiando chissà cosa, gli abbiamo fatto sparire una scatola di bicchieri che poi abbiamo imboscato in uno sgabuzzino (che ce ne facevamo di bicchieri impestati di tanta stupidaggine?… magari è contagiosa); ce la siamo poi svignata, mentre lui cercava, contava, sbuffava… lo “svizzero”! Per anni lo abbiamo ricordato io ed Andrea e stasera eccolo qui, nelle parole di un articolo ironico. E’ lui, lo riconosco… Chissà se ha poi trovato i bicchieri? Ah ahahahaha
“1 -La tribù dei Piedi Scalzi
Al freddo delle notti d’inverno, i caminetti delle case di campagna accesi, si favoleggia sulla presenza di una creatura mitica e enigmatica. Un umanoide enorme tipo Bigfoot, in salopette di jeans, che vaga tra le valli di Volpedo e Monleale a piedi scalzi.
La leggenda narra che nelle loro estremità si celi tutto ciò che serve per far partire le fermentazioni delle uve e per questo camminano a piedi nudi, per catturare questa essenza direttamente dalla natura e trasferirla poi alla pigiatura pedante dei mosti. Altra ipotesi sostiene invece che tutto nasca da una interpretazione estremamente letterale dell’espressione pied de cuve. Naturale allo stato brado.”