Blog di Riccardo Milan: pensieri, vino, arte, cibo, riflessioni, film, letteratura ed attualità gastronomica fra il Lago d'Orta e un poco di mondo.
Dormo Male la Notte
Dormo male la notte: mi sveglio più volte e più volte mi riaddormento. Faccio sogni che evaporano appena apro gli occhi, ma che lasciano un solco per intere giornate. Provo a non bere caffè, a stare leggero nelle cene, provo a non pensare alla morte, alla vecchiaia. Provo. A volte penso che sia il passaggio di un libro letto, un brano di una conversazione scortese su FB o un fotogramma di un film visto al cinema… a creare l’ansia che mi sveglia. Forse. Ma non sono ansioso: non ho palpitazioni né tachicardie né sudorazioni o altri sintomi palesi. Quando dormo è come se entrassi in un mondo che non è il mio. E come se l’ombra che circonda la mia esistenza penetrasse i miei spazi come nebbia, offuscando il bianco; e come se mi ricordasse qualcosa; come quando guidi e la luce dei fari si riflette su di te, creando giochi di luce negli occhi; come se ti facesse guardare te stesso.
Mi sento come in un quadro del Caravaggio: in piena luce ma circondato da un buio vivo.
Il Martirio di sant’Orsola confitta dal tiranno. 1610 Banca Intesa – Napoli – Olio su Tela cm. 154 x 178. Questo quadro fu attribuito al Caravaggio per merito del prof Ferdinando Bologna, lo vide nel salone della villa Doria in contrada Buccoli ad Eboli di proprietà dei Baroni Romano-Avezzana nel lontano 1954. Quest’opera fu l’ultimo dipinto di Michelangelo Merisi, è di dimensioni più grandi alla maggior parte delle storie rappresentate da Caravaggio con figure a metà ed è l’unico a non aver un tema biblico: il dipinto racconta in modo essenziale la leggenda di sant’Orsola, la quale davanti alle porte di Colonia fu concupita da un principe degli Unni e poi uccisa con una freccia. Nella notte profonda, che rende più oscuro anche il racconto, il guerriero dalla sfarzosa armatura occupa la parte sinistra del quadro. Egli è troppo vicino per poter rappresentare il volo della freccia dall’arco al corpo della santa, ma è anche troppo lontano per poter entrare in una di quelle rappresentazioni plastiche di un gruppo di figure per le quali Caravaggio è famoso. In un gesto, la santa colpita al cuore guarda il punto in cui è penetrata la freccia. E’ circondata da tre soldati appena abbozzati, l’ultimo a destra dietro la santa riprende i tratti del cosiddetto autoritratto del Bacio di Giuda che si trova nella National Gallery of Ireland di Dublino.