Generale 4: il nuovo comunismo
Ecologismo come nuovo comunismo? Il Generale lo dice (o glielo scrivono, penso).
Blog di Riccardo Milan: pensieri, vino, arte, cibo, riflessioni, film, letteratura ed attualità gastronomica fra il Lago d'Orta e un poco di mondo.
Ecologismo come nuovo comunismo? Il Generale lo dice (o glielo scrivono, penso).
A parte che la UE non esiste: esistono i paesi che la compongono e che decidono insieme. Ma tant’è, nella furia della propaganda
L’ho incontrato per caso in un bel bar di Omegna vista lago e lì mi ha detto “che è in pensione”.
Sono da ieri a Villa Giulia a Verbania per una bella mostra di pittura e di vini. Aiuto il banco di degustazione della Torraccia del Piantavigna, ottimi vini.
Il Ministro cognato ha detto una delle sue: non stupidaggini, ma lo sono diventate per eccesso di crasi (craṡi s. f. [dal lat. tardo crasis, gr. κρᾶσις «mescolanza, fusione», affine a κεράω, κεράννυμι «mescolare»]).
Ma quante ne sa il Generale! Comunque, fra le altre cose, è favorevole agli OGM. Anche se non tradizionali né biologicamente corretti.
Comincia la lettura e appena a pagina 12 m’imbatto nel classico mescolone che alla fine non dice molto, spaventa però assai e apre a pericolose (per me interpretazioni).
Tornato dopo trent’anni ad Amsterdam, mi aspettavo di ritrovare i soliti “fricchettoni” a chiedere un “gulden” nel sottopasso scuro della stazione. Invece no, ed era ovvio, un gran traffico di gente, luce, botteghe e i tornelli per accedere alla stazione.
Visto dall’esperienza di un utente di Flixbus, peggio di Lampugnano c’è solo la stazione dei Flixbus di Bruxelles.
Un resort turistico per islamici radicali: il centro storico di Sarajevo è così. Percorso da centinaia di donne più o meno velate, più o meno sagomate dai vestiti integrali.
Mi sono divertito a cercare i prezzi dei Big Mac in giro. In un mese sono stato in parecchi posti e così posso dire qualcosa, non di definitivo ovviamente, sul costo della vita.
Io non sono tenero con i ristoratori e gli albergatori: troppo lavoro e paga bassa. Questo è il problema numero uno. E questo spiega in gran parte la natura dei problemi dell’oggi: poco personale e poco ricambio. Però non è tutta colpa loro…
Beh, che dire? Che Biella valeva la degustazione e che ho gradito i vini che, oltre che essere buoni, sono frutto di una somma di intelligenze: chi coltiva, chi trasforma, chi lo vende, chi ne fa parlare e chi, non ultimo, lo beve apprezzando!