Tobruk, Addis Beba e l’odore del passato. Tracce gastronomiche del colonialismo italiano

Qui vicino a me c’è un locale che si chiama Bar Serenella, ma nessuno lo chiama così: per tutti è il Tobruk.
Un po’ più in là, c’è una griglieria che oggi si chiama Beba, ma che fino a poco tempo fa era conosciuta come Addis Beba.
Due insegne qualsiasi, apparentemente innocue, ma che conservano — nei nomi — la memoria di un passato coloniale che noi italiani abbiamo fatto in fretta a dimenticare.

Continua il viaggio della bibliodiversità in Piemonte

Continua il viaggio dell’Independent Book Tour, la rassegna itinerante dedicata alla bibliodiversità e all’editoria indipendente piemontese, ideata dal Salone Internazionale del Libro di Torino e da Hangar del Libro – Regione Piemonte, in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e Exlibris20.
Giunto alla quinta edizione, il tour attraversa gli otto capoluoghi del Piemonte per raccontare la vivacità di 27 case editrici indipendenti, protagoniste di un calendario di nove appuntamenti tra ottobre e dicembre, tutti a ingresso libero.

Veg & Veg: il gusto intelligente della cucina vegana

Giovedì 23 ottobre 2025, alle 19.30, il ristorante Il Cortile – Chez Laurent di Pettenasco (NO) ospita “Veg & Veg”, una cena-evento organizzata in collaborazione con la Condotta Slow Food Verbano e Cusio.
Una serata dimostrativa per scoprire, o riscoprire, la bontà di una cucina spesso – e a torto – considerata noiosa e ripetitiva: quella vegana.

Addio a Zio Lalo (Iraldo Motta), il re della Baita al Quaggione

Io credo che prima o poi l’avrei incontrato di nuovo così, attaccato a un muro, tra le partecipazioni a lutto. Sapere che si chiamava Iraldo Motta mi ha fatto sorridere: Iraldo, un nome che poteva essere inventato solo in Vallestrona, dove i cognomi sono pochi e per distinguersi tra tanti bisognava ingegnarsi con nomi particolari. “Zio Lalo”, invece, era il suo nome vero, quello che tutti conoscevano.

A Villa Ponti, sulle orme degli inventori del futuro

Partecipare a un corso di aggiornamento per giornalisti può riservare sorprese inaspettate, grazie Franco Filipetto. Sorprese non soltanto per la qualità dei relatori o per l’attualità dei temi trattati, ma per i luoghi che — talvolta — fanno da cornice all’apprendimento. È stato così ad Arona, nella bella Villa Ponti, dove, fra un intervento e l’altro, siamo stati catturati dalla storia che quelle sale racchiudono e fanno intravedere.

Galaxy Grill, il gusto del fuoco a Gallarate

A pochi minuti dall’aeroporto di Malpensa, in una zona discreta di Gallarate, il Galaxy Grill si presenta come una griglieria internazionale. In realtà è molto di più: un piccolo laboratorio del gusto dove il fuoco diventa linguaggio, memoria e curiosità.

Vini Italiani ma Vitigni Francesi (l’Italia delle Guide)

Un paese di guide (e di punteggi). Ogni autunno, puntuale come la vendemmia, arriva il momento delle guide ai vini italiani. È una stagione di voti e riconoscimenti: bicchieri, grappoli, cuori, stelle e centesimi che decretano i “migliori” d’Italia. Ma cosa succede se proviamo a mettere insieme tutti i giudizi, incrociando le valutazioni di Gambero Rosso, Veronelli, AIS, Bibenda, DoctorWine, Slow Wine e Vitae? Chi emerge davvero al vertice, al di là delle singole preferenze?

Maioliche e Maiali

In Italia molti imprenditori, raggiunto il successo, comprano auto di lusso, orologi da collezione e fidanzate da vetrina. Soldi loro e goduria per chi glieli vende. Luciano Franchi, di Borgosesia, non so se comprasse cose così, ma certo lui comprava maioliche antiche, belle e rare.

Tra un calice e un pregiudizio

Si è discusso di vino però con altre “chiusure” che ho sentito anche nei confronti del vino che avevo portato e del concetto di vino vegano. Al contrario, curiosamente, un vino assai particolare, un vino “arancione” portato da un altro amico ha suscitato un certo interesse. Vegano no, Orange sì. Boh!?

Aimo Moroni: l’apostolato laico della cucina italiana

Nei giorni scorsi ci ha lasciati Aimo Moroni, figura importante della cucina italiana contemporanea, fondatore insieme a Nadia del celebre ristorante “Il Luogo di Aimo e Nadia” di Milano. La notizia della sua scomparsa mi ha riportato alla memoria un incontro che considero uno dei tanti momenti intensi della mia vita professionale: la sua visita all’Istituto Alberghiero “Erminio Maggia” di Stresa, nel maggio del 2016.

Edoardo Raspelli, cinquanta anni di critica: l’inventore severo (e contraddittorio) della gastronomia italiana

Il 10 ottobre 1975, al secondo piano di via Solferino, nel “Corriere d’Informazione” diretto da Cesare Lanza, nasceva una pagina destinata a cambiare il modo in cui gli italiani parlano di ristoranti. A firmarla era un giovane cronista di nera, Edoardo Raspelli, mandato “per ordine di servizio” a mangiare, pagare il conto e raccontare—nel bene e nel male. Da quel giorno la critica gastronomica italiana ha avuto un volto, una firma e un metodo: entrare come cliente qualsiasi, osservare tutto, dare i voti, non risparmiare le stroncature.