Bartolucci e la Michelin: svista, intuito o marketing?

Quando ho letto la notizia (solo i titoli, lo confesso) che Giorgio Bartolucci, chef dell’Atelier di Domodossola, avrebbe “anticipato” la presentazione della Guida Michelin, ho pensato subito: se lo ha fatto, ha fatto una sciocchezza. Mi è venuto spontaneo. Poi, a mente fredda, mi sono chiesto: ma davvero lo ha detto lui? O il giornalista l’ha intuito, leggendo fra le righe, come sanno fare i giornalisti curiosi e un po’ maliziosi?

Perché se davvero fosse stato lui a dichiararlo, sarebbe un passo falso non da poco. Alla Michelin certe cose non piacciono. Il rituale dell’annuncio è blindato, quasi sacro. E anticipare di quindici giorni una comunicazione ufficiale… beh, non credo faccia sorridere Parigi (o chi per essa). Se invece il merito è del cronista, bravo lui. Ma un po’ di leggerezza da parte dello chef ci dev’essere stata, altrimenti non si sarebbe capito nulla. Magari un accenno, un sorriso, un “vedrete presto”.

E se non fosse neanche vero? Se fosse una piccola strategia di guerrilla marketing, un modo per far parlare di sé, del ristorante e della Michelin stessa? Non sarebbe male come mossa: in tempi di social e di curiosità compulsiva, basta poco per accendere l’interesse.

Certo, Bartolucci è bravo, lo so. È stato un mio allievo, talentuoso e appassionato, ma non ancora una star nazionale. E l’Atelier, seppure raffinato, resta in un’area defilata, una periferia alpina. Ma forse è proprio questo a rendere la notizia più intrigante. Forse altri seguiranno. Forse.

Nel frattempo, il caso resta curioso.

Nel mondo, fughe e anticipazioni Michelin non mancano: in Francia qualche chef ha lasciato trapelare emoji di stelle e post sospetti; Sébastien Bras nel 2018 si sfilò dalla Guida prima ancora di essere giudicato; Marc Veyrat nel 2019 denunciò la perdita di una stella prima che la Michelin aprisse bocca. E ogni tanto spunta pure qualche lista pubblicata per errore, troppo presto, come successe in Spagna o nel Regno Unito.

In Italia, però, è raro. Nessuno, finora, aveva mai “bucato” ufficialmente la Michelin. Quindici giorni prima! Se davvero Bartolucci l’ha fatto, è un primato tutto suo. Nostro di territorio, mi viene da dire. Se invece è stata solo un’intuizione, resta comunque una storia gustosa – da raccontare tra una portata e l’altra.

Staremo a vedere.

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One thought on “Bartolucci e la Michelin: svista, intuito o marketing?

  1. Mi ha telefonato ieri mattina un amico Ossolano, dicendomi che lo chef avrebbe fatto un comunicato ufficiale in cui si scusa e incolpa il suo ufficio stampa di una svista, di aver interpretato in forma indicativa un suo condizionale: un “sarebbe bello se la Michelin confermasse” in “la Michelin ha confermato”. Succede. Intanto attendo il comunicato uffuciale che ancora non vedo.

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