“Value for money”: “pagare il giusto prezzo”, in inglese. Pagare il giusto prezzo per bere e pagare il giusto prezzo per mangiare al ristorante. Concetto di un’astrattezza assoluta e nel contempo relativa (all’umore, alla disponibilità, alle abitudini, alle attitudini). Forse la sanno decifrare, con il loro consueto pragmatismo, solo gli inglesi: tanto per tanto, tantino per tantino, un soldino per ogni bollicina, un pound per ogni forchetta, per ogni piattino… non so. Mi sa che non lo sanno, invece, i vari Raspelli, Massobrio, Paolini, Marchi… Forse hanno delle loro idee o forse non si pongono neppure la domanda: mangiare bene è come un’opera d’arte. Ha prezzo? Sembrano dire… Ma io ho dubbi, tanti. Ci pensavo proprio stamani, mentre ricordavo la giornata passata in fiera a Milano, ad Host. Di passaggio allo stand della ditta Piazza. Uno stand ricco, alla faccia della crisi, in cui: da una parte c’era il bancone del bar gestito da Fabio della Drink4Fun e dall’altro servivano piacevoli piatti i gestori del ristorante Piccolo Lago di Verbania. Ho assaggiato, distrattamente, un piatto di pasta: apparentemente semplice, ma in realtà complicata. Eliche delicate e saporite nel contempo. Buone. Con più attenzione ho assaggiato il (tirate il fiato!) Vitello cotto al rosa con patate schiacciate all’olio, latte di capra, mostarda di barbabietola e insalata di verze… Questo è l’anno della barbabietola, ricordavo, mentre mescolavo i vari sapori armonizzandoli… Buono. Molto attivi questi fratelli Sacco, direi, in Fiera, al ristorante bistellato, a Singapore, a provare e riprovare, a metterci la faccia, a rischiare… tempo e denaro impegnato, fuori a sfidare il mondo con anima gagliarda. Se ne rendono conto in molti, quando vanno a mangiare da loro? Riuscirebbero gli inglesi a formulare il “giusto prezzo”? Il “value for money” di un’opera d’alto artigianato, artistica? Boh!?

Ciao Riccardo,
sono il fornitore principale,amico, socio di Fabio di AfriWInes, magari un giorno ci conosceremo dal vivo in una delle mie visite da Cape Town. Volevo solo fare una precisazione, per il contesto del tuo post. Il termine "value for money" si usa nei paesi anglosassoni, per indicare prodotti o servizi che danno impressione, dopo che se ne e’ usufruito, che si abbia pagato non il "prezzo giusto" ma addirittura meno di quel che ci si aspetterebbe di pagare per un prodotto/servizio di pari qualita’ e in un simile contesto. insomma indica che si e’ fatto un "affare" e loda l’umilta’ del fornitore che non si e’ montato la testa o non sta approfittando di un brand o di una situazione per far pagare di piu’. Spero di essere stato utile. poi per quel che riguarda spendere in base a umore, situazione etc sono d’accordissimo con te, pero’ultimamente, da straniero ormai da 12 anni, non e’ che rimanga sempre sorridente con i conti dei ristoranti italiani.
un saluto
pedro
http://www.belbonhills.com
Grazie per la precisazione. Magari ci passo io da cape Town, non si sa mai. E poi mi dicono ci siano onde altissime: mi piace farmi travolgere…
Ciao
ps e come è il South Africa in vista dei campionati del mondo?
off topic, sorry,
che ti devo dire? se non fosse che e’ un colabrodo per i lavori stadali, che sono tutti in paranoia che chi viene verra’ o derubato o malmenato, se non fosse che la nazionale del SA sta facendo piangere….. sicuramente sara’ un gran mondiale, vi aspettiamo tutti, venite giu tranquilli che ci sara’ da divertirsi. e non leggete la stampa italiana che mi fa accapponare la pelle a me che sono qui, figurati uno che si deve imbarcare per 18 ore in aereo.
ciao
pedro