Sabato sono andato al Sana di Bologna con Andrea. Una fiera dalle molte positività e dalle molte contraddizioni. Appena confeziono l’articolo per “L’Iride”, lo metto in rete. Ma qui vorrei parlare di vini biologici e biodinamici che ho assaggiato nello stand di “Enotime”. “Degustazione vini naturali e non solo!”, questo il titolo del banco di assaggio. Assai spartano, sia detto subito, perché all’appassionato mancavano sia i grissini d’ordinanza sia l’acqua per bere o sciacquare i bicchieri. Bisognava chiederla e il personale, quasi a scusarsi, diceva di nasconderla “perché sennò sparisce”. Strano, di gente non ce n’era poi così tanta da preoccuparsi (era sabato mattina): comunque, nel mentre, in quell’ora in cui… abbiamo contato non più di quindici persone. Ma veniamo al dunque: cosa abbiamo assaggiato? La Sassaia veneto igt 2008 de La Biancara (Angiolino Maule, per capirci) che non ci è piaciuta: il mix di note minerali, vegetali, acetiche di mele che si sentono al naso e la freschezza-allappanza che si prova in bocca ci lasciano sempre perplessi. Un po’ meglio il Recioto di Gambellara doc 2004 della stessa azienda, ma anche qui un mix strano di dolcezza ed acidità che lasciava un po’ così, come il precedente. Poi abbiamo assaggiato un buon Montefalco rosso riserva 2005 di Paolo Bea ed un po’ meno piaciuto Montefalco Sagrantino doc 2005, stesso produttore. Siciliane sono le aziende Calabretta, Cos e Porta del Vento. Della prima abbiamo assaggiato il Sicilia igt Carricante 2006, così così, con un profumo che non ci convinceva; della seconda, il Cerasuolo di Vittoria classico doc 2007 Phitos, discreto-buono, il Cerasuolo di Vittoria classico doc 2007, discreto-buono pure lui; della terza, i buoni Sicilia igt catarratto 2008 e il Sicilia bianco igt catarratto 2008 Saharay. Il nostro preferito è però stata la Passerina del Frusinate (mamma che nome!) igt 2008 Donna Rosa (moglie del produttore, attenzione) dell’Azienda Agricola La Visciola, un ettaro e mezzo in quel di Piglio (Fr). Azienda del gruppo Reinassance, biodinamici. Un vino dai profumi ricchi e piacevoli, integri; dal corpo discreto; dal gusto equilibrato. Un bel vino bianco, insomma. Andrea c’è girato intorno per minuti. Meno ci è piaciuto il loro Cesanese del Piglio docg Priore 2008, un po’ troppo aspro in bocca… Ma dai vini “naturali” c’è da aspettarsi asprezze anche maggiori, contraddizioni pari alla fiera bolognese.
