Universi paralleli

Francesco, di Dalle Vigne, ci fa assaggiare due nebbioli: uguali ma diversi. Tuitta colpa del tappo di sughero che lui detesta. Dice che in un futuro pv loro useranno solo tappi a vite (stelvin) e i tappi con tecnologia "diamond", chiamati anche tappi Diam. Unica garanzia che il tappo non rovini il vino. Non è infatti solo il Tca, ma sono anche altri funghi (leggasi muffe) non dette a danneggiare e a rovinare il vino. In alcuni Paesi stranieri, dice, il tappo di sughero sarebbe osteggiato: tipo Scozia ed Uk. E a ragione. Per dimostrare le sue tesi, ci fa assaggiare due vini uguali ma resi diversi dal tappo. Si tratta di due bottiglie di Nebbiolo d’Alba Monti del 2005 (13,5°). Azienda di Monforte d’Alba. Il primo, da bottiglia rovinata dal tappo (così ha detto lui) è apparso subito chiuso al naso, con lievi sentori -lontani- di frutta rossa, ma poi subito l’alcool, fiori secchi. In bocca era asciutto, allappante, magro magro. Breve. Mediocre; il secondo, invece, integro, profumava di frutta rossa, un po’ di pepe, un bouquet più ricco. In bocca era asciutto, leggermente allappante, dal sapore spiccato, lungo, di frutta rossa. Non male. Decisamente meglio del primo. Anche a guardarli erano diversi: il primo più torbido, il secondo brillante. E se avesse ragione Francesco? E se esistesse davvero un universo parallelo di vini ingrigiti e spenti dai tappi?

Visite: 1489

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *