Molla è tornato. Tornato dalla Valtellina pieno di doni. Una bella bresaola, il bitto, lo scimudin, lucide bottiglie di vino… fanno capolino qua e là dalla sua automobile. Festeggiamo: si taglia la bresaola a fette spesse, da masticare; si scompone il formaggio a tagli irregolari; e si beve il vino a grandi sorsate. Alla fine, in mezzo ad amici ridenti e a voci sguaiate, mi sussurra che ha un paio di bottiglie per me. Da assaggiare con calma. La prima è il nebbiolo dei Conti Sertoli Salis, Valtellina Superiore docg, Capo di Terra del 2005 (12,5°). Bella bottiglia e bella etichetta che mi ricorda certi ghirigori artistici della mia giovinezza. Lo assaggio: ha profumi dolci -forse frutta rossa sotto, ma ancor più un umido sottobosco- e poi si sente il legno e poi ancora l'alcol. In bocca mi sembra magro, fresco, giovane, equilibrato nel suo genere. Lo lascio lì, aperto, sul ripiano della cucina. Tre giorni dopo lo riassaggio: profuma ancora, anche se il sottobosco sembra essere sparito. Prevale il legno, si sente l'alcol. In bocca è sempre piacevole, uguale a se stesso. Un bel rosso che dura giorni: un sorso, due… e poi lì, ad aspettare un altra fetta di formaggio, un po' di salame, un piatto di carne. Per giorni sempre piacevole.
Un vino per giorni
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