Un mese di fatica

Ci sono mesi faticosi. Come quello che ho appena passato. Neppure un attimo per fermarti a ragionare, pensare e goderti un buon vino. Ma ieri sera, finalmente, ho accettato l’invito di un mio collega, Enzo, a Stresa, per una serata di degustazione di formaggi e salumi sardi. Erano quelli della combriccola Onas e Onaf, e fors’anche Onav: una tribù simpatica e alla mano. Mica come quelli dell’Ais, il “laureati” del vino come si è definito uno di loro. Venditori di patacche.

Il programma della serata è cambiato in corso d’opera: prima ci hanno fatto assaggiare tre formaggi veneti, dell’altopiano di Asiago: una terra unica. Si trattava di un fresco e giovane pressato, quaranta giorni, latte vaccino, che sapeva di panna e latte fresco; di un vezzena, di due mesi: ben più saporito; e un fortissimo asiago stravecchio, di due anni. Sul paitto anche una salame e una soppressa, entrambi giovani. Tutto ottimo.

Secondo round, dedicato alla Sardegna: una salsiccia di pecora, discreta; un violino di pecora, chiamato in Sardegna, prosciutto, saporitissimo e magro; un controfiletto di maiale: grasso, morbido e delicatamente saporito; e un pecorino stagionato diciassette mesi. Ultra saporito, da grattugia. Alla fine, lo chef Eugenio, ha offerto una paniscia all’onda e un dolce prefatto.

E i vini? In accompagnamento della serata c’erano: un Tarlapp dei F.lli Garrone, vino da tavola prodotto con uve dell’Ossola, da 13°, annata 2004 (l’ho ricavato dal lotto), dai profumi ricchi e piacevoli: prugna, mora, mirtillo. Corposo e asciutto in bocca. Molto piacevole; e, poi, un Nero d’Avola, Firriato, 14°, decisamente esagerato: profumi di affumicato, uva passa e selvatico; corposo e caldo in bocca (ci mancherebbe!), poco persistente e leggera nota di amaro in fondo… Non mi è piaciuto.

Mentre il mio vicino mi paralava di un raro fungo che sa di tartufo, il Boletus Pinicola, Angelo mi ha portato in tavola una novità: un vino rosso igt, Ronchi Varesini, prodotto dunque dall’altra parte del Lago Maggiore, annata 2005, 12°, Sebuino Cascina Piano Angera (Va). Un vino dal bel colore brillante, dai profumi di frutta –bella bottiglia bordolese, doppia etichetta, artistica, bella-; in bocca è asciutto, morbido, di corpo leggero ma presente, leggermente tannico… piacevole.

Cala la notte, ma prima di andare via, tornare a casa, la promessa di una serata di degustazione di questi nuovi vini. E inizia un nuovo mese.

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