A Piode ci sono già stato a cena, sempre dall’Augusto, ai Pescatori. Questa volta passo di là per un aperitivo. E lui, zac, ci tira un colpo da maestro: a Ronny e a me.
Tagliere di magistrali insaccati e formaggi valsesiani (ottimi) che Ronny addirittura vuol comprare ipso facto. Io, intanto, mi concentro sul vino bianco che ci ha servito da una bottiglia mascherata. Si tratta di un vino bianco molto evoluto. Mi ricorda i vini della Borgogna che vende Gianni. Ha profumi di miele e di minerale (pietra focaia). A Ronny ricorda il brandy. Ha note dolci, da invecchiamento, insomma, che si replicano in bocca dove la dolcezza si stempera in un vino corposo, asciutto, leggermente torbato ed amarognolo sul finale. Piacevole, inconsueto.
Ma cosa era? Un Gaja e Rey del 1999 (otto anni!) Langhe doc, 14°. Un vino molto noto. Ronny mi chiede se sia veramente così raro come stiamo dicendo. Quanto costa? Dipende: a Tokio ha un prezzo, un altro a Milano, un altro a Mosca… A Piode, invece, te lo offrono come segno di amicizia. Magica Valsesia!
Eh, magica Valsesia, concordo Amico Riccardo! Piacevole serata davvero! Si, la tua esaltazione (giustificata) sul vino faceva l’eco alla mia esaltazione per quei formaggi e salumi nostrani che a breve andrò, come sai, a comprare dall’amico Augusto! Devo dire che da un po’ di tempo, ogni tanto, mi capita di bazzicare in Valsesia e l’ospitalità è davvero di alto livello. C’è sempre la “gara” da parte dei ristoratori per offrire l’aperitivo nei loro locali. Molti luoghi dovrebbero imparare dalla Valsesia, luogo di fieri uomini di montagna con tanta generosità dentro. A presto Valsesiaaaaaaaa!
Ah caspita, non mi sono firmato, sono Ronny nè!