Un Anno di Troppo

Oggi cercavo un cardigan di lana in una di quelle botteghe che raccolgono fondi di magazzino, rimanenze, cambio merce: posti dove finisce un po’ di tutto e dove qualche volta si fanno incontri interessanti. Naturalmente sono finito nell’angolo del vino. Tra le bottiglie ce n’erano alcune che meritavano attenzione, ma una mi ha incuriosito subito: un Beaujolais Nouveau 2025 di Louis Tête, “Tête à Tête”, con una gradazione alcolica di 12,5%. Una bottiglia che, nella sua annata, costa sui dieci euro. Io l’ho pagata meno di tre.

Un Nouveau di un anno fa. Praticamente un ossimoro. E proprio per questo volevo assaggiarlo. Come l’ho trovato? Il profumo non c’era più. O meglio: il naso era piuttosto povero, i profumi che mi aspettavo dal Beaujolais Nouveau erano ormai spariti. In bocca, però, conservava una certa morbidezza e anche una discreta freschezza, accompagnate da un po’ di calore alcolico. Chiudeva leggermente amarognolo.

Non era più il Beaujolais Nouveau che avrei potuto bere nella sua stagione. Era diventato un vinello che si lasciava bere. Senza grandi aspettative e senza particolari emozioni, ma si lasciava bere.

Da dieci euro a meno di tre: un affare? Dipende da che cosa si cerca. Io cercavo soprattutto di capire che cosa fosse rimasto, un anno dopo, di un vino che fa della novità perfino il proprio nome. Se invece uno cerca il vino novello, con i suoi profumi e la sua freschezza, allora è meglio che lo compri nella stagione giusta. E che spenda quei dieci euro.

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