Due Cene, Due Locali

Due sere di seguito sono stato a cena fuori, in due locali diversi ma entrambi simpatici e accoglienti.

La prima sera siamo andati alla Baitina di Druogno, in Val Vigezzo, per inaugurare il carrello dei bolliti. Eravamo da amici, grandi appassionati di vino e persone molto competenti, che hanno avuto questa bella idea. Abbiamo mangiato un bollito misto abbondante, accompagnato dalle sue salse: una proposta decisamente piacevole. In più un antipasto di salumi e formaggio. E per chi voleva c’era anche il dolce (io ho dato forfait).

La sera successiva sono stato invece all’agriturismo Il Cascinone, sulla strada che collega Stresa ad Armeno. Lo gestiscono due amici che stanno realizzando un sogno, investendoci molto tempo e molto denaro. Abbiamo mangiato bene e, almeno per le mie abitudini, anche tanto: due antipasti, un bel risotto, un secondo molto buono e saporito, la cassoeula, poi il dolce: crostata con marmellata di mirtilli.

Proprio da queste due esperienze nasce una riflessione. Nel primo locale la proposta era già piuttosto vicina a quello che cerco: un antipasto e un piatto di bollito misto con le salse, accompagnati da uno o due bicchieri di vino, oppure senza vino, secondo le preferenze. Nell’agriturismo, invece, ritroviamo ancora quella formula da pranzo domenicale che mi viene da definire “ottocentesca”: un percorso completo dall’antipasto al dolce.

Ecco, secondo me i ristoratori dovrebbero lavorare di più sulla logica del piatto singolo, eventualmente con un abbinamento al calice. Un buon piatto, un contorno, un bicchiere di vino per chi lo desidera: una proposta che possa costituire un pasto soddisfacente senza richiedere necessariamente tutta la sequenza delle portate.

Ho l’impressione che si mangi meno. Io, sicuramente, mangio meno: poi devo anche digerire tutto e, francamente, durante la settimana non soffro la fame. Quando esco a cena cerco il piacere della cucina e della compagnia, ma non sento il bisogno di un pasto tanto abbondante.

Il mio consiglio, quindi, riguarda soprattutto la formula. Sarebbe bello trovare più proposte flessibili, pensate anche per chi vuole assaggiare qualcosa di buono senza affrontare un pranzo di festa ogni volta che si siede a tavola. Lasciando naturalmente a chi lo desidera il piacere del menù completo.

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