Davvero non ricordo da dove arriva quella bottiglia. Non so se me l’hanno regalata, se l’ho comprata io, né in quale occasione sia entrata nella mia vita. So soltanto che era lì, da anni, quasi dimenticata.
Un Brunello di Montalcino di Castello Banfi, annata 1995. Tredici gradi dichiarati in etichetta, bottiglia elegante, con quel lieve rilievo di stemma nobiliare.
Per anni è rimasta nella cantina della mia prima casa. Poi, svuotando quella cantina, l’ho portata qui insieme ad altre bottiglie vecchie. E confesso una cosa quasi sacrilega: negli ultimi tempi avevo deciso di liberarmi di molti vini dimenticati, perché ho iniziato a fare aceto. Così ho buttato via decine di bottiglie: Barolo, Boca, Ghemme e altri rossi ormai irriconoscibili.
Questa però no. Questa l’ho aperta. Ed è stata una scoperta meravigliosa. Era ancora buona. Anzi, più che buona: viva. Dopo trentun anni. Morbida, elegante, profumata. Ancora note di frutta, di composta di… Certo, c’era un lievissimo accenno di ossidazione, ma appena percettibile. Una persona esperta — o anche soltanto un appassionato abituato a degustare — avrebbe forse detto di trovarsi davanti a un vino con dieci o dodici anni sulle spalle. Non trentuno. Pazzesco.
Mi è tornata in mente una frase ascoltata anni fa durante una degustazione. Un signore, di cui oggi non ricordo né il volto né il nome, assaggiando un vino disse semplicemente: “Questo è un grande vino”. All’epoca quella definizione mi sembrava vaga, quasi retorica. Cosa significa davvero “grande vino”? Poi, anni dopo, il mio amico Eugenio mi diede una risposta semplicissima: “I grandi vini sono quelli che durano. Quelli che, anche col tempo, riescono ancora a regalarti qualcosa”. Ecco. Credo avesse ragione.
Perché quella bottiglia di Brunello non è soltanto sopravvissuta. E’ riuscita ancora a emozionare. Ed è stato bello berla così, senza cerimonie. Non durante una degustazione ufficiale, non in un ristorante stellato, non per celebrare qualcosa di straordinario. Ma nella quotidianità. Quasi una coccola privata. Un piccolo regalo che mi sono fatto senza neppure sapere di averlo conservato per così tanto tempo. Bicchiere dopo bicchiere.
E allora viva i grandi vini. Viva quelli che sanno aspettare. E viva il Brunello di Montalcino!