Sono scivolato nei Valloni

Il boca doc del podere Ai Valloni, sulla Traversagna, è un eterno debuttante, una eterna promessa dell’enologia novarese. A fine anni ’80 i suoi vini stupirono perché buoni e ricavati in un’area da vino “panda”, pochi ettari di vigneti abbandonati a sé stessi. L’azienda agricola Podere Ai Valloni ridiede vita e speranza ad un’area altrimenti destinata a sparire. Dopo di lei, una pattuglia di produttori, fra cui uno svizzero, ricominciò a produrre. Non che di boca doc se ne faccia tanto, però esiste ancora. Peccato per il Podere. Negli anni ha infilato una serie di annate mal fatte, con problemi anche grossi alle botti.

Al Vinitaly abbiamo assaggiato tre boca doc del Podere: una verticale, dall’annata 1998 a quella del 2000. Il primo vino, il ’98, puzzava: di piedi puzzolenti, di scarpe chiuse, di legno marcio, di botte ammuffita. Peccato, perché in bocca è decisamente migliore: morbido ed equilibrato. 13°. L’anno dopo deve aver cambiato botte, il ’99, infatti, ha bei profumi di prugna, di ciliegia, caffé. In bocca è asciutto, morbido ed equilibrato. Buona acidità. 12,5°. Il 2000, infine, profuma di amarena, frutta rossa. Piacevolissimo. In bocca è morbido e gradevole. Eccellente.

Speriamo che non faccia più errori e che il Podere esca dalle secche di un eterno promettere. Diventi finalmente grande. Lo meriterebbe.

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