Santhià

Sabato sono andato a Santhià, città con cui ho un curioso legame. Era per me una città “invisibile”, di cui avevo sentito parlare da una mia lontanissima fidanzatina del mare (di cui ricordo solo la texture della sua pelle e la nostra intimità). Poi, prima grazie alle Pro Loco ed ora grazie all’associazione Maresca onlus con cui collaboro, la conosco abbastanza bene. La città credo sia uno dei luoghi più noiosi e apparentemente meno interessanti del nord Italia. Nonostante tutto ciò l’ammiro ed ammiro le associazioni locali, perché appena si scende dal treno un cartello nel sottopassaggio ferroviario ti dice cosa puoi fare in 6 ore a Santhià. Non molto tempo, ma mi piace l’onestà intellettuale di chi ha messo il cartello (Pro Loco o Comune? Chi?). Non ti dico un fine settimana, ma sei ore. Questo noi siamo. Onesti. Poi nel sottopassaggio c’è un bel cartello con un disegno di Nespolo sul famoso (questo sì) Carnevale di Santhià. Nel Centro poi (una lunga via e un paio di piazze, poco più) molti cartelli illustrativi di case e palazzi storici, misteriosi tondi di metallo a terra. Hanno valorizzato la via Francigena ed hanno anche un posto tappa. Bravi. Mentre cammini nel centro vedi molte vetrine vuote (come ovunque) e un solo locale degno di nota: la pasticceria Pasqua che ti offre spazi moderni, buoni dolci, pranzi veloci, buon vino… Una volta ho pranzato nell’albergo davanti alla stazione: mi è piaciuto soprattutto per l’atmosfera un po’ agée che promana da ambiente e piatti. Ci ho anche dormito e il viaggio modernariato è proseguito… Poca roba direi, sei ore o poco più. Ma l’onestà intellettuale e la capacità di valorizzare i piccoli tesori locali sono encomiabili, esemplari. Santhià mi ricorda il cofanetto di nonna: pieno di chincaglieria ma anche di tanti, piccoli tesori. Niente che ti cambi la vita, ma piccole scoperte.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino, Lago d'Orta Wine Festival., Chebolle e Sapeg. Da inizio 2022 Fiduciario della Condotta Verbanese di Slow Food. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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